Il calendario INPS per l’Assegno di Inclusione (ADI) indica giorni diversi per chi rinnova e per i nuovi titolari: ecco il piano mensile 2026, le regole della carta prepagata e i divieti principali per non rischiare il blocco dei pagamenti.
L’INPS ha pubblicato il calendario dei pagamenti 2026 per l’Assegno di Inclusione (ADI) con il Messaggio n.214 del 22 gennaio: conoscere queste date è fondamentale per chi già riceve il sostegno e per i nuovi titolari, perché ritardi o errori nella documentazione possono comportare sospensioni dell’erogazione.
Le ricariche vengono accreditate elettronicamente sulla Carta ADI. Per i percettori già titolari, la ricarica di febbraio è prevista per venerdì 27. Le date successive del 2026 sono: venerdì 27 marzo, martedì 28 aprile, mercoledì 27 maggio, venerdì 26 giugno, martedì 28 luglio, giovedì 27 agosto, venerdì 25 settembre, martedì 27 ottobre, venerdì 27 novembre e mercoledì 23 dicembre. Questi appuntamenti valgono per le prestazioni confermate dopo le verifiche INPS.
Per chi riceve la prima rata a febbraio, invece, l’accredito è fissato per sabato 14; la stessa data vale anche per eventuali mensilità arretrate. Le date mensili per i primi accrediti sono: venerdì 13 marzo, mercoledì 15 aprile, venerdì 15 maggio, martedì 16 giugno, mercoledì 15 luglio, venerdì 14 agosto, martedì 15 settembre, giovedì 15 ottobre, venerdì 13 novembre e martedì 15 dicembre.
Cosa significa tutto questo per i beneficiari
– Tenere la documentazione aggiornata: variazioni reddituali o anagrafiche devono essere comunicate subito. Se dalle verifiche emergono irregolarità, l’erogazione può essere sospesa fino alla regolarizzazione o alla perdita definitiva dei requisiti.
– Rivolgersi, quando serve, a patronati o CAF: sono interlocutori utili per presentare integrazioni o chiarire posizioni amministrative.
– Per il primo accredito: ritirare la Carta ADI all’ufficio postale e attivarla con il PIN ricevuto.
La Carta ADI: limiti e modalità d’uso
La Carta di inclusione è una carta prepagata emessa attraverso PostePay su cui vengono accreditate le rate mensili. Gli importi dell’Assegno di Inclusione sono esenti da IRPEF (ai sensi del D.L. 48/2026, art. 3, co. 3) e, essendo somme destinate a soggetti in condizione di indigenza, risultano impignorabili secondo il codice di procedura civile. Per tutelare il beneficio, la carta ha limiti d’uso: è prevista una soglia mensile di prelievo, normalmente non superiore a 100 euro, e le operazioni sono vincolate ai circuiti nazionali abilitati. Alcune spese sono vietate (uso all’estero, acquisti online su canali non autorizzati, ecc.): l’elenco e le regole operative sono pubblicati e aggiornati da Poste Italiane e dall’INPS.
Perché rispettare tempistiche e procedure conta davvero
La regolarità degli accrediti influisce direttamente sulla liquidità delle famiglie più fragili: date certe riducono l’incertezza e permettono una gestione migliore delle spese quotidiane. D’altro lato, ritardi nella comunicazione di variazioni o errori nella documentazione sono tra le cause più frequenti di blocco dei pagamenti. Per questo, gli enti locali, i centri per l’impiego e i servizi sociali devono lavorare in coordinamento con l’INPS per garantire che i flussi informativi siano corretti e tempestivi.
Come presentare la domanda e mantenere il beneficio
La domanda per l’ADI si presenta esclusivamente online sul portale INPS, con SPID, CIE o CNS; in alternativa è possibile farsi aiutare da patronati o CAF. Dopo l’esito positivo della pratica, il titolare viene avvisato e potrà ritirare la carta all’ufficio postale. Conservare ricevute e documenti di comunicazione facilita eventuali verifiche e riduce il rischio di sospensioni.
Cosa aspettarsi nei prossimi mesi
L’INPS potrebbe emettere chiarimenti o integrazioni al calendario: è quindi prudente consultare regolarmente il sito ufficiale o rivolgersi ai servizi di assistenza.
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