Con l’entrata a regime delle novità fiscali previste dalla manovra, il cedolino paga assume un aspetto diverso e il netto mensile ne risente. Qui trovi una guida pratica, basata sulle circolari operative dell’Agenzia delle Entrate e dell’INPS aggiornate al 21 febbraio 2026, per capire come si calcola il netto nel 2026: le nuove aliquote, il funzionamento delle detrazioni e alcuni esempi per fasce di RAL.
Le novità in breve
– Cambiano gli scaglioni IRPEF: ora sono tre. 23% fino a 28.000 euro, 33% da 28.001 a 50.000 euro e 43% oltre 50.000 euro. La vecchia aliquota del 35% viene sostituita dal 33%. – Le detrazioni per lavoro dipendente sono state ricalibrate in funzione delle nuove soglie, con meccanismi di modulazione che tengono conto del reddito e della composizione del nucleo familiare. – Le addizionali regionali e comunali restano in capo agli enti locali e possono alterare il netto in modo significativo a seconda del territorio.
Come cambia il cedolino
Sul cedolino le voci legate a ritenute e detrazioni sono state ricalcolate: l’imponibile e le aliquote applicate seguono il nuovo schema, mentre i contributi previdenziali rimangono a carico delle regole vigenti. Per il lavoratore la differenza più visibile è il netto mensile: in alcuni casi aumenta in modo sensibile, in altri l’effetto è più contenuto perché intervengono detrazioni, fringe benefit e addizionali locali. INPS e Agenzia delle Entrate hanno pubblicato istruzioni operative che gli uffici paghe devono applicare per garantire uniformità.
Come funziona la progressività
Il sistema rimane progressivo: ogni aliquota si applica solo alla porzione di reddito compresa nello scaglione corrispondente. Per esempio, con un reddito imponibile di 30.000 euro si paga il 23% sui primi 28.000 euro e il 33% solo sui 2.000 euro eccedenti. Questo evita salti bruschi di imposta al superamento delle soglie.
Detrazioni, décalage e impatto sul netto
Le detrazioni per lavoro dipendente cambiano per fasce: per i redditi bassi l’effetto netto è più marcato, mentre per i redditi medi e medio-alti la riduzione è più graduale, anche a causa del meccanismo di décalage che smussa gli effetti di soglia. È cruciale distinguere tra detrazioni fisse (legate alla tipologia di lavoro) e quelle variabili (collegate ad oneri documentati o alla composizione del nucleo familiare). Un’applicazione corretta delle detrazioni può fare la differenza sulla busta paga.
Addizionali locali
Le addizionali regionali e comunali vanno considerate a parte: vengono calcolate sul reddito e possono aumentare o ridurre il vantaggio derivante dal nuovo assetto nazionale. Poiché le amministrazioni locali mantengono margini di autonomia, occorre verificare le delibere del proprio Comune e della propria Regione per avere una stima precisa del netto.
Esempi pratici per RAL tipiche (simulazioni indicative)
Le seguenti stime si riferiscono a importi lordi su base annua e prevedono tredici mensilità; sono indicative e dipendono da contributi, addizionali e detrazioni personali.
- – RAL 28.000 euro: netto mensile stimato ≈ 1.720 euro. – RAL 30.000 euro: netto mensile stimato ≈ 1.780 euro; beneficio annuo indicativo ≈ 140 euro. – RAL 35.000 euro: netto mensile stimato ≈ 1.950 euro; beneficio annuo indicativo ≈ 240 euro. – RAL 40.000 euro: netto mensile stimato ≈ 2.180 euro; beneficio annuo indicativo ≈ 340 euro. – RAL 45.000 euro: netto mensile stimato ≈ 2.410 euro; beneficio annuo indicativo ≈ 440 euro. – RAL 50.000 euro: netto mensile stimato ≈ 2.650 euro; il risparmio massimo ipotizzato si aggira attorno ai 440 euro annui per le fasce più alte.
Queste cifre riflettono soprattutto il vantaggio derivante dalla riduzione dell’aliquota intermedia. Ricorda però che ogni situazione è diversa: fringe benefit, tipologia contrattuale, familiari a carico e addizionali locali possono modificare sensibilmente il risultato finale.
Consigli pratici per verificare il proprio cedolino
1. Parti dalla RAL e sottrai i contributi previdenziali per ottenere il reddito imponibile. 2. Applica gli scaglioni IRPEF per calcolare l’imposta lorda. 3. Sottrai le detrazioni spettanti (lavoro dipendente, familiari a carico, eventuali oneri). 4. Aggiungi le addizionali regionali e comunali. 5. Usa software paghe aggiornati o calcolatori online come prima verifica, ma controlla sempre la delibera locale sulle addizionali. 6. Se il cedolino presenta voci complesse (fringe benefit, esoneri contributivi, part-time, contratti atipici), rivolgiti a un consulente del lavoro.
Un caso particolare: esonero contributivo per lavoratrici madri
Per le lavoratrici madri è previsto un esonero contributivo dedicato che può aumentare il netto fino a circa 60 euro al mese. Questo elemento va inserito nella simulazione quando applicabile.
Le novità in breve
– Cambiano gli scaglioni IRPEF: ora sono tre. 23% fino a 28.000 euro, 33% da 28.001 a 50.000 euro e 43% oltre 50.000 euro. La vecchia aliquota del 35% viene sostituita dal 33%. – Le detrazioni per lavoro dipendente sono state ricalibrate in funzione delle nuove soglie, con meccanismi di modulazione che tengono conto del reddito e della composizione del nucleo familiare. – Le addizionali regionali e comunali restano in capo agli enti locali e possono alterare il netto in modo significativo a seconda del territorio.0
Le novità in breve
– Cambiano gli scaglioni IRPEF: ora sono tre. 23% fino a 28.000 euro, 33% da 28.001 a 50.000 euro e 43% oltre 50.000 euro. La vecchia aliquota del 35% viene sostituita dal 33%. – Le detrazioni per lavoro dipendente sono state ricalibrate in funzione delle nuove soglie, con meccanismi di modulazione che tengono conto del reddito e della composizione del nucleo familiare. – Le addizionali regionali e comunali restano in capo agli enti locali e possono alterare il netto in modo significativo a seconda del territorio.1