Venerdì 2 ottobre 2026 la Confederazione Sindacale Lavoratori Europei (CSLE), con il supporto della Federazione Italiana Sindacati (FI-SI), ha dichiarato uno sciopero generale di 24 ore. La mossa nasce dalla crescente difficoltà dei lavoratori di far fronte al crescente costo della vita in particolare ai rincari della benzina e dei beni di prima necessità. L’obiettivo è ottenere una riduzione dei prezzi dei carburanti, un taglio della pressione fiscale e un adeguamento degli stipendi al livello dell’inflazione.
Le richieste sindacali alla base del blocco
Il documento che accompagna lo sciopero generale elenca quattro direttrici fondamentali: ribasso ai prezzi della benzinadiminuizione delle imposte sui generi alimentariaumenti salariali sufficienti a compensare l’inflazione, e infine la spinta verso l’indipendenza energetica del Paese. La CSLE sottolinea anche la necessità di politiche che favoriscano la crescita delle imprese italiane, evitando che i costi di produzione vengano trasferiti sui consumatori.
Settori colpiti dal blocco di 24 ore
Il provvedimento interessa sia il comparto pubblico sia quello privato, comprendendo una lista estesa di categorie: scuola, sanità, enti locali, forze dell’ordine, vigilanza privata, marittimi, metalmeccanici, agricoltura e allevamento. Ogni settore è chiamato ad astenersi per l’intera giornata, con l’obbligo di informare preventivamente gli utenti e le famiglie.
Impatto sulla scuola
Le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado dovranno verificare le adesioni del personale docente e ATA. In caso di astensione, le lezioni potranno essere fortemente ridotte o del tutto cancellate. Le scuole sono tenute a comunicare tempestivamente alle famiglie le eventuali modifiche d’orario, garantendo comunque la continuità dei servizi minimi previsti dalla legge.
Impatto sulla sanità
Il settore sanitario, pubblico e privato, dovrà fronteggiare un possibile rallentamento delle prestazioni ordinarie. Gli sportelli amministrativi degli ospedali e delle cliniche potrebbero subire ritardi, ma i servizi essenziali (emergenze, terapia intensiva, assistenza a pazienti cronici) rimarranno attivi per legge. Anche gli enti locali, tra cui i comuni, vedranno ridotte le attività di sportello.
Il blocco parziale delle ferrovie: tre ore di fermo
Il trasporto ferroviario è stato escluso dal blocco totale e si limiterà a un’interruzione di tre ore, dalle 11:00 alle 14:00. L’astensione riguarda sia i convogli ad alta velocità sia quelli a lunga percorrenza, per i quali Trenitalia ha pubblicato una lista delle corse garantite. Il servizio regionale, invece, potrebbe subire cancellazioni e ritardi, poiché non rientra nelle fasce di garanzia.
Treni ad alta velocità e lunghe percorrenze
Trenitalia assicura che i treni Frecciarossa, Italo e gli Intercity continueranno a operare secondo le corse indicate sul sito ufficiale, con la sola eccezione delle tre ore di stop. I passeggeri sono invitati a verificare in anticipo l’orario dei propri viaggi per evitare disguidi.
Il calendario di altre mobilitazioni ad ottobre
Il blocco del 2 ottobre segna l’avvio di una intensa serie di proteste che si protrarrà per tutto il mese. Tra le tappe più rilevanti ci saranno: lo sciopero dei dipendenti dei trasporti urbani a Milano, Genova e Firenze nei primi giorni; l’astensione dei magistrati onorari dal 5 all-7 ottobre; le manifestazioni dei lavoratori di EasyJet il 16 ottobre; e il secondo sciopero generale nazionale proclamato da Usi-Cit il 30 ottobre, focalizzato su spesa militare e produzione di armi. Ogni azione è studiata per mantenere alta la pressione sulle istituzioni e per sottolineare la necessità di un intervento strutturale sul potere d’acquisto dei cittadini.
La decisione di includere scuole, sanità e parte del trasporto ferroviario mira a colpire settori strategici, dimostrando la capacità dei sindacati di mobilitare ampie fasce della popolazione per ottenere concessioni concrete.



