(Adnkronos) – Firenze ha celebrato il Beato Angelico con numeri record: oltre 350.000 visitatori per la mostra più vista di sempre a Palazzo Strozzi e al Museo di San Marco. Si è chiusa domenica 25 gennaio l'esposizione-evento dopo 122 giorni: oltre 250mila persone hanno visitato Palazzo Strozzi e più di 100mila il Museo di San Marco, segnando un primato assoluto nella storia della Fondazione Palazzo Strozzi e quadruplicando le presenze del museo fiorentino rispetto allo scorso anno. La mostra, curata da Carl Brandon Strehlke con Stefano Casciu e Angelo Tartuferi, ha riunito più di 140 opere provenienti da 70 collezioni internazionali, restaurato capolavori e ricomposto pale d'altare disperse da secoli, conquistando critica e pubblico in Italia e nel mondo. La collaborazione con la Direzione regionale musei nazionali Toscana del Ministero della Cultura e col Museo di San Marco, spiega la Fondazione Palazzo Strozzi, ha rappresentato un fondamentale punto di forza, nel rapporto tra privato e pubblico, di un progetto scientifico ed espositivo che ha potuto presentare in modo nuovo ed approfondito il patrimonio artistico del Museo, moltiplicando reciprocamente le possibilità di valorizzazione. Fin dall'apertura, l'esposizione è stata acclamata dalla stampa nazionale e internazionale – dal New York Times al Wall Street Journal, dal Financial Times a El País, da Le Figaro all'Apollo Magazine – che ne ha sottolineato l'eccezionale qualità del percorso storico-artistico, l’originalità degli studi e dei confronti proposti, con 28 opere restaurate in occasione della mostra e 7 straordinarie riunioni di pale d’altare smembrate e disperse da oltre due secoli. Per Beato Angelico, l'83% del pubblico è stato composto da visitatori italiani e stranieri non residenti nell'area metropolitana di Firenze. Di questi, l'80% (circa 200mila visitatori sul totale) ha raggiunto la città appositamente per visitare la mostra, in giornata o con soggiorni prolungati: il dato più alto mai registrato nella storia della Fondazione, con un rilevante impatto sull’economia locale. Sono stati oltre 2.500 i gruppi organizzati in visita, tra cui più di 300 classi di ogni ordine e grado e oltre 70 gruppi universitari, che hanno integrato l'esposizione all'interno dei propri percorsi formativi. Si conferma inoltre l'impegno della Fondazione nel rendere le proprie mostre sempre più accessibili, attraverso attività, eventi e progetti dedicati a pubblici diversi, con la partecipazione complessiva di oltre 12mila persone. La mostra ha ottenuto ampia visibilità anche online: oltre 6.500.000 di persone raggiunte dai contenuti pubblicati sui canali social della Fondazione (Facebook, Instagram, TikTok e LinkedIn), con più di 2.520 interazioni tra like, commenti e condivisioni. Nel periodo dell'esposizione, il sito palazzostrozzi.org ha registrato oltre 260.000 utenti per un totale di più di 1.185.000 pagine visualizzate, confermando la forte attrattività del progetto. "Dopo i grandi progetti di arte contemporanea degli ultimi anni, siamo tornati al Rinascimento con una mostra di altissimo valore per la ricerca e la valorizzazione del patrimonio artistico – dichiara Arturo Galansino, direttore generale della Fondazione Palazzo Strozzi – I risultati record della mostra si devono all’eccezionalità di un progetto che rappresenta un passaggio fondamentale per gli studi su Beato Angelico e sul Rinascimento, valorizzando al contempo un luogo unico come il Museo di San Marco, partner imprescindibile della mostra. Ringrazio la guida di Carl Brandon Strehlke, come curatore principale dell'esposizione, la collaborazione dei prestatori nazionali e internazionali e il sostegno fondamentale di tutti i nostri partner pubblici e privati che hanno contributo alla realizzazione di un’esposizione di portata davvero unica". I visitatori complessivi al Museo di San Marco sono stati oltre 100.000 con una partecipazione di 1.243 gruppi organizzati, inclusi studenti dalle scuole primarie fino all’ambito post universitario. Tutti i profili social del museo hanno avuto un notevole incremento, non solo nelle visualizzazioni e nelle interazioni, ma soprattutto per l'aumento dei follower con Facebook che ha registrato oltre il 700% in più di contatti e Instagram con una crescita del 1800%. "Curare insieme a Carl Brandon Strelke e ad Angelo Tartuferi questa straordinaria mostra ha rappresentato al meglio la collaborazione che la Direzione regionale Musei nazionali Toscana ha messo in atto con entusiasmo per dare forma ad un progetto che sin dall’inizio si è presentato come unico ed irripetibile – sottolinea Stefano Casciu, direttore regionale Musei nazionali Toscana – Nella linea del deciso rinnovamento e della nuova valorizzazione del Museo di San Marco e delle sue collezioni portato avanti negli ultimi anni, includere nel percorso della mostra le opere fondamentali del Beato Angelico appartenenti al museo, nonché lo stesso ex convento come luogo identitario ed indispensabile per la conoscenza del grande Maestro, ha significato anche un grande rilancio di questo sito straordinario a livello nazionale ed internazionale. Ringrazio quindi anche l’attuale direttore del Museo, Marco Mozzo, l’intero staff museale e tutti coloro che hanno collaborato alle attività del museo e alla gestione dei servizi al pubblico". "La straordinaria risposta in termini di pubblico della mostra dedicata a Beato Angelico ci rende particolarmente orgogliosi e conferma Firenze come capitale internazionale della cultura e dell’arte – dice la sindaca Sara Funaro – Un progetto di altissimo livello scientifico e curatoriale, con numeri eccezionali di visite sia a Palazzo Strozzi sia al Museo di San Marco, che ha saputo conquistare il pubblico e guadagnarsi una grande risonanza internazionale. È il risultato di un bel lavoro di squadra tra istituzioni per cui ringrazio la Fondazione Palazzo Strozzi, il Museo di San Marco e tutti i soggetti coinvolti, una collaborazione determinante per raggiungere questo traguardo. Firenze dimostra ancora una volta come arte e cultura siano leve di crescita, sviluppo e conoscenza". "Il successo straordinario della mostra dedicata a Beato Angelico, con oltre 350.000 mila visitatori complessivi, conferma Firenze e la Toscana come uno dei grandi centri culturali a livello internazionale e dimostra quanto l’investimento nella qualità della ricerca, nella valorizzazione del patrimonio e nelle grandi collaborazioni istituzionali sia una scelta vincente – afferma il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani – «Questa esposizione non ha solo celebrato uno dei padri del Rinascimento, ma ha saputo attrarre un pubblico vasto e diversificato, generando un impatto culturale, turistico ed economico di grande rilievo per il territorio.La Regione Toscana è orgogliosa di aver sostenuto un progetto che unisce rigore scientifico, capacità divulgativa e valorizzazione di luoghi simbolo come Palazzo Strozzi e il Museo di San Marco. Risultati come questi rafforzano il nostro impegno a promuovere una cultura accessibile, diffusa e capace di parlare al mondo, nella continuità di una programmazione che guarda con ambizione anche ai grandi appuntamenti futuri, come la prossima mostra dedicata a Rothko". "È un risultato straordinario – commenta l’assessora alla cultura della Regione Toscana, Cristina Manetti «che dimostra quanto l’investimento sulla grande qualità delle mostre paghi, sia in termini culturali sia di attrattività internazionale. Siamo molto soddisfatti". Manetti rivolge anche complimenti ai curatori della mostra per il lavoro scientifico e divulgativo di altissimo livello, capace di parlare al grande pubblico e agli studiosi, sottolineando come l’esposizione rappresenti un ulteriore elemento di prestigio nel mondo per Firenze e per tutta la Toscana. "Il successo straordinario della mostra Beato Angelico conferma che investire in progetti di alta qualità scientifica e culturale è una scelta giusta, capace di parlare al pubblico di oggi e di generare valore duraturo per il territori – afferma il presidente di Fondazione CR Firenze, Bernabò Bocca – Questo progetto ha segnato un momento fondamentale per il ritorno dell’arte antica a Palazzo Strozzi, unendo rigore della ricerca, collaborazioni internazionali e un forte radicamento storico. L'esposizione ha saputo coinvolgere l’intera città e attrarre visitatori da tutto il mondo, con ricadute culturali, economiche e sociali significative. La riunificazione delle grandi pale d’altare di Beato Angelico e l’ampia campagna di restauri rappresentano un lascito concreto: un patrimonio di conoscenza e bellezza che resta alla comunità anche oltre la chiusura della mostra". "Abbiamo lavorato insieme a Palazzo Strozzi per un progetto culturale ambizioso e dalle complessità enormi – afferma l’Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici di Intesa Sanpaolo, Michele Coppola – Il successo di pubblico e il gradimento raccolto tra tutti gli interlocutori confermano l’importanza di continuare a studiare e raccontare il patrimonio artistico del nostro Paese, anche grazie alle più preziose collezioni d’arte del mondo. La partecipazione di Intesa Sanpaolo nella Fondazione Strozzi trova forza ed energia nell’impegno condiviso con la Fondazione CR Firenze di promuovere l’arte e la cultura anche come componente di crescita e arricchimento delle nostre comunità". "Come Camera di commercio siamo orgogliosi del primato di visitatori ottenuto dalla mostra sul Beato Angelico e ci congratuliamo con gli organi e la struttura della Fondazione che l’hanno organizzata, allestita e promossa – afferma il presidente della Camera di Commercio di Firenze, Massimo Manetti – È un successo che ci consolida nella convinzione della bontà della scelta di essere tra i soci fondatori della Fondazione Palazzo Strozzi e di continuare a sostenere l’Ente nell’organizzazione delle sue manifestazioni. Eventi come la mostra su Beato Angelico hanno la forza di diffondere la cultura a tutti i livelli, con innegabili ricadute economiche per il tessuto delle imprese locali grazie al grande afflusso di un turismo di alta qualità". Dal 14 marzo al 23 agosto 2026 la Fondazione Palazzo Strozzi presenta una delle più importanti mostre mai dedicate a Mark Rothko (1903-1970), indiscusso maestro dell’arte moderna. A cura di Christopher Rothko ed Elena Geuna, Rothko a Firenze rappresenta un progetto unico, concepito appositamente per Palazzo Strozzi, per celebrare il legame speciale tra l’artista e Firenze. L’architettura del palazzo e la città stessa sono lo scenario ideale per esplorare come Rothko traduca in pittura la tensione tra misura classica e libertà espressiva, dando vita attraverso il colore a una nuova percezione dello spazio che oltrepassa la bidimensionalità della tela. Il percorso espositivo a Palazzo Strozzi permette di ripercorrere l’intera carriera di Rothko con oltre 70 opere provenienti da prestigiose collezioni private e dai più importanti musei internazionali, tra cui il Museum of Modern Art (MoMA) e il Metropolitan Museum of Art di New York, la Tate di Londra, il Centre national d’art et de culture Georges-Pompidou di Parigi e la National Gallery of Art di Washington. Da Palazzo Strozzi il progetto si estende poi alla città di Firenze, coinvolgendo due luoghi particolarmente cari all'artista in due sezioni satellite: il Museo di San Marco, con opere in dialogo con gli affreschi di Beato Angelico, e il Vestibolo della Biblioteca Medicea Laurenziana progettato da Michelangelo.
—culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
(Adnkronos) - La fertilità maschile dei giovani italiani è in notevole diminuzione. Negli ultimi anni, negli uomini tra i 18…
(Adnkronos) - Chiara Petrolini è stata ritenuta capace di intendere e di volere al momento dei fatti. È l’esito della…
(Adnkronos) - Non è la prova costume a spingere gli italiani dal dietologo, ma piuttosto i buoni propositi legati a…
(Adnkronos) - Freddo e pioggia sull'Italia annunciano l'arrivo dei giorni della Merla, che secondo l'antica tradizione sarebbero quelli con le…
(Adnkronos) - Andrea Sempio non ha mai visto i filmati che ritraggono insieme, in atteggiamenti intimi, Chiara Poggi e l'allora…
(Adnkronos) - Identificare nuove strategie per bloccare la progressione del tumore alla prostata e, soprattutto, capire in anticipo quale farmaco…