Il Fondo per la Repubblica Digitale apre Prospettive+, una seconda fase che stanzia 25 milioni per progetti di formazione digitale destinati a disoccupati e inattivi tra i 34 e i 67 anni con l'obiettivo di favorire la riqualificazione e l'ingresso nel mercato del lavoro
Il Fondo per la Repubblica Digitale lancia Prospettive+, la fase di scale-up del precedente avviso pensato per ridurre il divario digitale tra gli adulti. Budget disponibile: 25 milioni di euro. Destinatari: persone tra i 34 e i 67 anni in stato di disoccupazione o inattività. Obiettivo: finanziare progetti che combinino formazione digitale, sviluppo di competenze trasversali e servizi di orientamento e accompagnamento verso il lavoro. Le proposte vanno presentate sulla piattaforma Re@dy entro il 15 maggio 2026.
Che cosa finanzia
Prospettive+ si rivolge a enti del terzo settore, soggetti privati non profit e amministrazioni pubbliche. Si cercano progetti su scala più ampia rispetto alla prima edizione: non solo corsi, ma percorsi complessivi che dimostrino risultati nella fase sperimentale e che possano essere replicati in contesti diversi. Sarà riconosciuta una premialità ai progetti che hanno già mostrato efficacia nella fase iniziale.
Come partecipare
– Partenariati obbligatori: da 3 a 8 soggetti, con coinvolgimento di almeno due regioni per garantire diffusione territoriale. – Contenuti richiesti: attività formative (di base e avanzate), sviluppo di soft skills, orientamento, mentoring e collegamenti concreti con il mondo imprenditoriale. – Criteri di valutazione: impatto documentato, sostenibilità finanziaria e gestionale, replicabilità delle pratiche.
Perché serve intervenire
Le fonti ufficiali richiamano dati Eurostat che evidenziano un progresso complessivo nelle competenze digitali, ma anche disuguaglianze marcate per età, titolo di studio e territorio. In Italia la quota di persone con competenze digitali di base è indicata al 54,2%: migliora, però cala significativamente con l’età e resta più bassa nel Mezzogiorno. Questo divario si traduce in minori opportunità di reinserimento lavorativo per gli inattivi e complica la transizione verso lavori che richiedono competenze digitali.
Impatto sul mercato del lavoro
La domanda di profili digitali cresce: negli ultimi anni sono stati pubblicati oltre 222.000 annunci per ruoli ICT, mentre l’offerta di lavoratori adeguatamente formati rimane limitata. Solo il 37,1% degli occupati usa strumenti digitali per almeno metà dell’orario lavorativo, sotto la media UE (41,2%). Il risultato è un forte mismatch tra domanda e offerta che penalizza chi è fuori dal mercato del lavoro.
Cosa premia il bando
Avranno un vantaggio le proposte che: integrano formazione digitale e soft skills; coinvolgono imprese per favorire tirocini e assunzioni; dimostrano sostenibilità e capacità di scalare su scala interregionale. Monitoraggi periodici misureranno efficacia e replicabilità delle azioni.
Ruolo delle istituzioni e delle fondazioni
Governo, fondazioni bancarie e fondazioni operano insieme per mettere a sistema risorse e competenze: si finanziano percorsi formativi, tirocini e incentivi alle imprese che assumono profili digitali. Tra i sostenitori, Alessio Butti (sottosegretario con delega all’Innovazione tecnologica) ha sottolineato l’urgenza di investire nelle competenze digitali per permettere una piena partecipazione sociale ed economica. Giovanni Azzone (Acri) e Giovanni Fosti (Fondo per la Repubblica Digitale Impresa sociale) segnala-no risultati positivi nelle valutazioni d’impatto e confermano l’impegno su percorsi inclusivi per i più vulnerabili.
Pratiche operative e contatti
Le proposte devono prevedere strategie chiare di identificazione dei destinatari e progettazione dei percorsi, con misure di accompagnamento fino al contatto diretto con le imprese. La piattaforma per la presentazione è Re@dy; scadenza: 15 maggio 2026. Per assistenza tecnica: prospettive@fondorepubblicadigitale.it o telefono 06/68102736 (helpdesk attivo martedì 10:30–12:00 e giovedì 15:00–16:30).
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