Il 2026 porta con sé importanti cambiamenti per l’Assegno Unico e Universale, un sostegno economico fondamentale per le famiglie italiane. Con l’adeguamento dell’indice Istat pari all’1,4%, l’INPS ha ricalcolato i valori e le soglie ISEE, rendendo essenziale per le famiglie ottimizzare la loro situazione reddituale.
Oltre alla rivalutazione degli importi, è fondamentale che i beneficiari presentino la nuova Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) entro il termine stabilito per evitare di ricevere importi ridotti. Questo articolo esplorerà nel dettaglio le modifiche più rilevanti, i nuovi importi e le tempistiche per i pagamenti.
Novità sugli importi dell’assegno unico 2026
Per il 2026, l’importo massimo dell’assegno per ogni figlio minorenne è stato fissato a 204,40 euro per i redditi più bassi, mentre la soglia minima si attesta a 58,50 euro. Le famiglie che presentano entrambi i genitori lavoratori possono beneficiare di una maggiorazione significativa, incentivando così l’occupazione all’interno del nucleo familiare.
Aumenti per nuclei numerosi e figli con disabilità
Le novità non finiscono qui: per i nuclei con più di due figli è prevista un’integrazione sugli importi a favore dei figli successivi al secondo, con coefficienti più vantaggiosi. Inoltre, le famiglie con figli disabili non dovranno preoccuparsi di limiti di età per accedere a integrazioni specifiche.
La quota per i figli maggiorenni, fino a 21 anni, è stata ristrutturata: sarà erogata a condizione che i ragazzi dimostrino di seguire percorsi scolastici o di formazione. Questo non solo aiuta le famiglie, ma incoraggia anche i giovani a proseguire la loro istruzione.
Tempistiche per i pagamenti e scadenze importanti
Un aspetto fondamentale da tenere sotto controllo riguarda il calendario dei pagamenti dell’INPS. Le date di accredito variano a seconda della situazione economica e delle eventuali modifiche nella composizione del nucleo familiare. Coloro che non hanno subito variazioni riceveranno i pagamenti tra il 17 e il 21 febbraio.
Scadenza per la presentazione della DSU
È cruciale rispettare la scadenza del 28 febbraio per l’aggiornamento della DSU. Senza un nuovo attestato ISEE, l’INPS provvederà a erogare l’importo minimo, riducendo così il supporto economico per le famiglie. Per garantire il mantenimento dell’importo pieno, è necessario seguire alcuni passaggi: richiedere il modulo DSU precompilato, verificare i saldi bancari e assicurarsi che i dati patrimoniali siano corretti.
In caso di ritardi nella presentazione della DSU, le famiglie possono recuperare eventuali arretrati fino al 30 giugno 2026. Tuttavia, oltre questa data, gli importi non richiesti andranno persi, stabilizzando l’assegno al valore minimo previsto.
Nuove soglie ISEE e modalità di calcolo
Dal 1° gennaio 2026, l’INPS ha introdotto un nuovo sistema di calcolo per l’ISEE, pensato per favorire le famiglie che richiedono l’assegno unico. Il nuovo ISEE per l’inclusione prevede franchigie più elevate sulla prima casa e una scala di equivalenza ricalibrata, che permette di evitare che incrementi patrimoniali facciano perdere il diritto ai benefici.
Per ottenere il massimo dell’assegno, le famiglie devono garantire che il loro ISEE non superi i 17.468,51 euro. Da qui in poi, l’importo diminuisce progressivamente fino a raggiungere il valore minimo di 58,50 euro per i redditi oltre la soglia di 46.582,71 euro.
Oltre alla rivalutazione degli importi, è fondamentale che i beneficiari presentino la nuova Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) entro il termine stabilito per evitare di ricevere importi ridotti. Questo articolo esplorerà nel dettaglio le modifiche più rilevanti, i nuovi importi e le tempistiche per i pagamenti.0