Assegno di maternità aggiornato dall’Inps
Nel 2026 l’assegno di maternità erogato tramite i Comuni è stato aggiornato dall’INPS. L’adeguamento considera l’indice dei prezzi al consumo. 065,50 euro. La misura intende fornire un sostegno economico nelle prime fasi di vita del neonato. Il beneficio resta però vincolato al rispetto di un limite reddituale specifico. La disciplina di riferimento è la Circolare INPS n. 16 dell’11 , che contiene le istruzioni operative per i Comuni e gli uffici dell’istituto. Successivi provvedimenti amministrativi chiariranno le modalità di erogazione sul territorio.
Quanto spetta nel 2026 e come viene erogato
Per gli eventi di nascita, adozione o affidamento preadottivo avvenuti tra il 1° gennaio e il 31 , l’assegno dei Comuni è stato adeguato in seguito alla variazione dei prezzi al consumo rilevata dall’ISTAT. L’aggiornamento è stato disposto dall’INPS e concerne i benefici spettanti sul territorio nazionale.
L’importo mensile è pari a 413,10 euro per cinque mensilità, per un totale complessivo di 2.065,50 euro. L’erogazione è curata dall’INPS su istanza del Comune, dopo la verifica dei requisiti previsti dalla normativa vigente.
Le modalità di corresponsione possono prevedere la liquidazione in unica soluzione o frazionata in rate, in base alle procedure adottate dai singoli enti locali. Successivi provvedimenti amministrativi dettaglieranno le modalità operative sul territorio.
Chi riceve l’intera somma
L’assegno comunale spetta per intero ai nuclei nei quali non sono percepiti altri trattamenti di maternità o di pari natura. Il requisito reddituale del nucleo familiare resta condizione necessaria per l’erogazione.
Ad esempio, una madre priva di retribuzioni e con ISEE sotto la soglia stabilita percepirà la somma piena di 2.065,50 euro. Se invece è già corrisposta un’indennità di maternità, l’assegno interviene esclusivamente come integrazione. In tal caso verrà riconosciuta la differenza tra l’importo spettante e quanto già erogato.
Le modalità operative locali definiranno l’applicazione pratica di questi criteri sul territorio.
La soglia ISEE 2026: regola ferrea e conseguenze
Per accedere all’assegno nel 2026 il valore dell’ISEE del nucleo familiare non deve superare la cifra di 20.668,26 euro. Si tratta di un requisito rigido: anche un lieve scostamento rispetto a questo limite comporta l’esclusione totale dal beneficio.
La misura è applicata in modo selettivo e privo di frazionamenti o proporzionalità. L’indicatore della situazione economica equivalente resta il parametro unico per la verifica dei requisiti; la sua valutazione determina l’accesso o meno all’assegno.
Le amministrazioni locali definiranno le procedure operative per l’attuazione del criterio sul territorio. La soglia rimane, in ogni caso, requisito imprescindibile per l’accesso al beneficio.
Effetti pratici per le famiglie
Per le famiglie il nuovo importo rappresenta un sostegno nei primi mesi dopo la nascita, in un contesto di aumento generalizzato dei prezzi e dei costi per l’infanzia. Tuttavia, la sola rivalutazione nominale non garantisce il recupero del potere d’acquisto eroso dall’inflazione.
In particolare, nuclei con ISEE leggermente superiore a 20.668,26 euro restano esclusi dall’accesso al beneficio, nonostante l’incremento dell’assegno fino a 2.065,50 euro. La soglia rimane, in ogni caso, requisito imprescindibile per l’accesso al beneficio; le amministrazioni locali continuano a fornire informazioni sui criteri e sulle modalità di erogazione.
Come presentare la domanda e iter amministrativo
I beneficiari, ossia i genitori naturali, adottivi o affidatari, devono inoltrare la richiesta al Comune di residenza entro sei mesi dalla nascita o dall’ingresso del minore nella famiglia. La presentazione presso il Comune è la condizione necessaria per la successiva istruttoria e per l’invio all’INPS.
Passaggi procedurali
Il Comune verifica i requisiti anagrafici e reddituali e controlla la completezza della documentazione. Completata l’istruttoria locale, la pratica viene trasmessa all’INPS per l’erogazione del contributo. Le amministrazioni locali gestiscono le istanze secondo le modalità e i tempi previsti dai rispettivi uffici.
Documentazione richiesta
È indispensabile allegare una certificazione ISEE aggiornata e i documenti anagrafici del nucleo familiare. Vanno incluse le attestazioni reddituali richieste dal bando. Omissioni o documenti non aggiornati possono allungare i tempi di lavorazione o determinare il rigetto della domanda.
Per ridurre i tempi operativi, le famiglie sono invitate a presentare la documentazione completa fin dall’inizio. Le amministrazioni comunali e l’INPS continuano a rendere disponibili informazioni sui criteri e sulle modalità di erogazione attraverso i canali istituzionali; eventuali aggiornamenti normativi o procedurali saranno comunicati dagli enti competenti.
Ruolo del Comune e dell’INPS
Il Comune raccoglie le domande e verifica l’ISEE, mentre l’INPS esegue l’erogazione dopo aver ricevuto la pratica completa. Tale collaborazione operativo-amministrativa è regolata dalla Circolare INPS n. 16 dell’11 , che dettaglia procedure, moduli e controlli da effettuare.
Per l’accesso all’assegno di maternità comunale 2026 rimangono determinanti la corretta documentazione e il rispetto dei termini di presentazione. L’importo complessivo è aggiornato a 2.065,50 euro e l’accesso è vincolato al valore dell’ISEE. Eventuali aggiornamenti normativi o procedurali saranno comunicati dagli enti competenti attraverso i canali istituzionali.