Il terzo trimestre del 2025 evidenzia un paradosso nel mercato del lavoro italiano, caratterizzato da un incremento delle ore lavorate accompagnato da una leggera diminuzione del numero di occupati.
Nel terzo trimestre del 2025, il panorama del lavoro in Italia si presenta con dinamiche contrastanti. Da un lato, si osserva un aumento dell’intensità lavorativa, mentre dall’altro, il numero totale di occupati mostra una leggera diminuzione. Questa situazione riflette le sfide e le opportunità di un mercato del lavoro in continua evoluzione.
Le ore lavorate, che rappresentano un indicatore chiave dell’andamento economico, sono cresciute dello 0,7% rispetto al trimestre precedente e del 2% su base annua. Questo incremento segnala una maggiore richiesta di lavoro da parte delle imprese, nonostante il prodotto interno lordo abbia mostrato una crescita modesta di appena 0,1% sul trimestre e 0,6% annuale.
La flessione dei contratti a termine rappresenta un aspetto preoccupante per il mercato del lavoro. Negli ultimi dati disponibili, si è registrata una diminuzione di 51 mila unità (-2,0%) rispetto al trimestre precedente. Questo calo è in parte compensato dalla stabilità degli occupati a tempo indeterminato. Inoltre, si osserva un incremento dei lavoratori autonomi, che sono aumentati di 14 mila unità (+0,3%). Il quadro generale suggerisce che, nonostante una maggiore intensità lavorativa, l’occupazione fatica a recuperare terreno.
Il tasso di disoccupazione ha registrato una leggera diminuzione, attestandosi al 6,1%, con una riduzione di 0,2 punti percentuali. Tuttavia, il numero degli inattivi tra i 15 e i 64 anni è aumentato, raggiungendo un preoccupante 33,3%. Questo contrasto evidenzia un mercato del lavoro che, sebbene richieda un incremento delle ore di lavoro, non riesce a garantire occupazione a una parte significativa della popolazione.
Un’analisi delle diverse fasce d’età mostra che il tasso di occupazione è rimasto stabile per le donne e per le persone di età compresa tra i 35 e i 49 anni. Al contrario, si è registrato un calo tra i giovani e nelle regioni del centro-nord. La crescita è invece osservata tra gli over 50, suggerendo la necessità di un adattamento alle diverse esigenze lavorative delle varie generazioni.
I costi del lavoro hanno registrato un aumento, con un incremento dell’0,8% rispetto al trimestre precedente e del 3,3% su base annua. Questo incremento è dovuto sia all’aumento delle retribuzioni (+2,8%) sia all’innalzamento dei contributi sociali (+4,8%). Le imprese, sebbene continuino a espandere le posizioni lavorative, si trovano a fronteggiare costi in crescita, il che potrebbe condizionare le loro decisioni future in merito alle assunzioni.
Il mese di ottobre ha evidenziato segnali di una possibile inversione di tendenza, con un incremento degli occupati dello 0,3% e un leggero miglioramento del tasso di occupazione. Tuttavia, la stabilità su base annua, che interrompe un ciclo di crescita durato diciassette trimestri, richiede una riflessione approfondita sulle politiche attive del lavoro e sull’efficacia delle misure adottate per stimolare l’occupazione.
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