Il mercato del lavoro in Veneto ha chiuso il 2026 con un bilancio occupazionale che, sebbene positivo, ha mostrato segni di rallentamento rispetto all’anno precedente. Sono stati creati 14.600 nuovi posti di lavoro dipendente, una cifra che segna una riduzione rispetto ai 29.500 posti aggiunti nel 2025.
Dettagli sull’occupazione
Analizzando le tipologie di assunzione, si nota un aumento di 24.000 contratti a tempo indeterminato, mentre le assunzioni complessive sono diminuite del 6%. I contratti a tempo determinato hanno registrato una flessione di 5.700 unità, mentre le assunzioni per apprendistato sono scese di 3.700 posti, confermando una tendenza già evidenziata nel 2025.
Domanda di lavoro per fasce di età
Le statistiche mostrano che le richieste di lavoro sono diminuite per le donne (-3%), per i lavoratori di nazionalità italiana (-2%) e per la fascia di età compresa tra i 30 e i 54 anni (-5%). Tuttavia, emerge una crescente domanda di lavoro per le persone over 55, suggerendo un cambiamento nelle dinamiche del mercato.
Le province venete a confronto
Il bilancio occupazionale è stato positivo in tutte le province venete, eccetto a Rovigo, dove si è registrata una perdita di 484 posti. Le province con le migliori performance sono state:
- Padova con+4.139posti;
- Venezia con+2.759;
- Vicenza con+2.620;
- Treviso con+2.344;
- Verona con+2.338;
- Belluno con+902posti.
Tuttavia, il calo della domanda di lavoro è stato evidente in quasi tutte le province, con le flessioni più significative a Rovigo (-5%) e Padova (-4%).
Settori in difficoltà
Il settore manifatturiero continua a fronteggiare difficoltà, influenzato dalla normalizzazione post-pandemia e da un contesto economico internazionale sfavorevole. Nonostante ciò, il saldo occupazionale nel settore industriale è rimasto positivo, con un incremento di 3.600 posti, soprattutto grazie al settore metalmeccanico, che ha visto un miglioramento rispetto al 2025.
Andamento settoriale e prospettive
Altri settori, come l’agricoltura, hanno chiuso con un saldo negativo di -660 posti. Al contrario, il terziario ha registrato una crescita di 11.700 posti, sebbene inferiore ai risultati del 2025. Settori come il commercio, la logistica e il turismo non hanno replicato i successi dell’anno precedente, mentre i servizi di pulizia hanno visto una diminuzione di -300 posti.
Il 2026 ha portato un bilancio occupazionale positivo per il Veneto, ma con segnali di rallentamento e sfide significative da affrontare nel futuro. Per un’analisi dettagliata su questo tema, sono disponibili ulteriori informazioni nella Bussola pubblicata sul sito di Veneto Lavoro.