Il terzo trimestre del 2025 segna un importante cambiamento nel mercato del lavoro italiano, con nuove statistiche riguardanti l'occupazione e la disoccupazione.
Il terzo trimestre del 2025 ha portato un quadro complesso per il mercato del lavoro in Italia, evidenziando dinamiche contrastanti tra aumento delle ore lavorate e una leggera flessione nel numero di occupati. Questi dati, raccolti dall’Istat, mostrano come il mercato stia affrontando sfide significative, influenzato da fattori economici e sociali.
Secondo le stime della Rilevazione sulle forze di lavoro, il totale degli occupati ha raggiunto 24 milioni e 102 mila, evidenziando una diminuzione di 45 mila unità rispetto al trimestre precedente. Nonostante questa flessione, si osserva una crescita del numero di lavoratori autonomi, con un incremento di 14 mila unità, mentre i lavoratori a tempo determinato continuano a diminuire.
Il tasso di occupazione si attesta al 62,5%, con una leggera diminuzione rispetto ai trimestri precedenti. Questa variazione colpisce principalmente i giovani e gli uomini, mentre il tasso rimane stabile tra le donne e gli over 50. La disoccupazione, al contrario, registra una leggera diminuzione, portandosi al 6,1%.
Un aspetto rilevante emerso dai dati riguarda il costo del lavoro, che ha mostrato un incremento dell’0,8% rispetto al trimestre precedente. Questo aumento è attribuibile sia all’incremento delle retribuzioni che dei contributi sociali, quest’ultimi in crescita del 1,2%. Su base annua, il costo del lavoro è aumentato del 3,3%, riflettendo le tendenze di crescita nel settore.
Le ore lavorate per dipendente sono aumentate, segnalando una ripresa dell’attività lavorativa. In particolare, le ore di cassa integrazione mostrano una diminuzione, indicando una stabilizzazione del mercato. Tuttavia, il lavoro intermittente continua a crescere, suggerendo un cambiamento nei modelli di occupazione.
Inoltre, l’analisi condotta dalla Banca d’Italia per il Veneto rivela un contesto economico ancora fragile. Nonostante un incremento del prodotto regionale dello 0,4% rispetto allo scorso anno, l’occupazione rimane sostanzialmente stabile. Le difficoltà dell’economia tedesca e le tensioni internazionali hanno influenzato negativamente il settore manifatturiero, mentre il comparto dei servizi ha visto un lieve miglioramento.
Le esportazioni verso paesi extra UE hanno subito una contrazione significativa, in particolare verso Stati Uniti e Cina. Nonostante ciò, la qualità del credito rimane alta e le imprese mostrano una certa resilienza, con oltre il 90% delle industrie che prevede di chiudere l’anno in utile o in pareggio.
Il mercato del lavoro in Italia, e in particolare in Veneto, presenta segnali di cambiamento, con un aumento delle ore lavorate e una stabilità dei tassi di occupazione. Tuttavia, le incertezze economiche a livello globale continuano a influenzare negativamente la crescita e la stabilità del lavoro.
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