Esplora le ultime tendenze del mercato del lavoro in Italia e le sfide strutturali attuali.
Nel terzo trimestre del 2026, l’ISTAT ha reso noti i risultati relativi all’andamento del mercato del lavoro in Italia, offrendo una panoramica dettagliata delle dinamiche occupazionali. I dati evidenziano un aumento dell’input di lavoro, misurato attraverso le ore lavorate, con un incremento dello 0,7% rispetto al trimestre precedente e del 2,0% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Nonostante il quadro generale sembri positivo, si registra un leggero calo nel numero totale di occupati, che diminuisce di 45 mila unità rispetto al trimestre precedente, raggiungendo un totale di 24 milioni 102 mila lavoratori. Questo declino è principalmente attribuibile a una diminuzione dei contratti a termine, che scendono di 51 mila unità, mentre i lavoratori autonomi registrano un incremento di 14 mila unità.
Il tasso di occupazione si attesta al 62,5%, con una diminuzione dello 0,1 punti. Le differenze tra le diverse categorie sono evidenti: si osserva un decremento tra gli uomini e i giovani, mentre le donne e le persone di età compresa tra i 35 e i 49 anni mantengono una stabilità. Si registra, al contrario, una crescita tra gli individui di età compresa tra i 50 e i 64 anni.
Un aspetto positivo è rappresentato dal calo del tasso di disoccupazione, che scende al 6,1%. Tuttavia, il tasso di inattività aumenta fino al 33,3%, suggerendo che non tutti i cambiamenti nel mercato del lavoro sono favorevoli. Infatti, il calo della disoccupazione potrebbe essere attribuito anche a un numero crescente di persone che abbandonano la ricerca di lavoro.
Le imprese operanti nei settori industriale e dei servizi evidenziano un incremento delle posizioni lavorative dipendenti, con un aumento dello 0,4% rispetto al trimestre precedente. Questo sviluppo è particolarmente evidente tra i contratti a tempo pieno, che registrano un incremento del 1,6% su base annua, mentre i contratti part-time mostrano un incremento più contenuto.
Un altro dato significativo riguarda le ore lavorate per dipendente, che mostrano un incremento dell’1,0% rispetto al trimestre precedente e dell’1,3% su base annua. Al contrario, le ore di cassa integrazione sono in diminuzione, ma il lavoro intermittente continua a registrare una crescita, con un incremento del 6,0% su base annua.
Il costo del lavoro per unità di lavoro registra un aumento dello 0,8% nel trimestre, principalmente dovuto a un incremento delle retribuzioni e dei contributi sociali. Su base annuale, il costo cresce del 3,3%, evidenziando un significativo aumento dei contributi sociali, che salgono del 4,8%.
Analizzando i dati non destagionalizzati, il mercato del lavoro italiano ha raggiunto un punto di stabilità, interrompendo un trend di crescita durato diciassette trimestri. Sebbene ci siano segni di crescita tra i dipendenti a tempo indeterminato e i lavoratori autonomi, il forte calo dei dipendenti a termine rappresenta una sfida significativa. Inoltre, la crescita del lavoro a tempo pieno non compensa completamente la diminuzione dei contratti part-time.
I dati presentati da ISTAT offrono una visione complessa del mercato del lavoro in Italia. Se da un lato si registrano progressi, dall’altro persistono problematiche strutturali che necessitano di interventi per garantire un miglioramento duraturo e significativo nel panorama occupazionale italiano.
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