Il panorama degli ammortizzatori sociali in Italia per il 2026 si arricchisce di importanti aggiornamenti e proroghe, come evidenziato nella circolare n. 1 dell’INPS. Questo documento fornisce un quadro chiaro delle misure destinate a supportare i lavoratori e le loro famiglie, delineando le normative introdotte nel D.L. n. 180/2026, nella legge n. 182/2026 e nella Legge di Bilancio 2026.
Principali novità per il 2026
Tra le misure più significative, spiccano i trattamenti di sostegno al reddito, che verranno ampliati per i lavoratori dipendenti di aziende situate in aree di crisi industriale complessa. In particolare, si prevede un finanziamento di 100 milioni di euro per il 2026, destinato al Fondo sociale per occupazione e formazione, per garantire continuità nei trattamenti di integrazione salariale e mobilità in deroga.
Proroga dell’esonero contributivo
Un’altra misura rilevante riguarda l’esonero dal pagamento della contribuzione addizionale per le imprese in CIGS che operano nelle aree di crisi. Questa proroga, valida per tutto il 2026, offre ai datori di lavoro la possibilità di beneficiare di un ulteriore periodo di esonero che può arrivare fino a 12 mesi.
Trattamenti straordinari di integrazione salariale
La circolare dell’INPS prevede anche significative proroghe per il trattamento straordinario di integrazione salariale (CIGS) in caso di cessazione dell’attività. Specificamente, i commi 167 e 172 estendono tali trattamenti per il 2026, permettendo un massimo di 12 mesi di supporto economico. Inoltre, in presenza di prospettive di rapida cessione di un’azienda, è possibile ottenere un ulteriore intervento di integrazione salariale straordinaria, previa richiesta governativa.
Misure specifiche per il gruppo ILVA
Per quanto riguarda i dipendenti del gruppo ILVA, è prevista la proroga dell’integrazione salariale già in atto, con l’obiettivo di garantire stabilità ai lavoratori durante le fasi di transizione e ristrutturazione.
Altre misure di sostegno
Non mancano le disposizioni a favore di categorie specifiche, come i lavoratori dei call center. Per il 2026, è previsto un finanziamento di 20 milioni di euro per sostenere i lavoratori di queste aziende, senza che le stesse rientrino nel trattamento straordinario di integrazione salariale.
Infine, si segnala la possibilità di autorizzare un ulteriore periodo di CIGS per le imprese di rilevanza strategica nazionale, garantendo così la protezione dei posti di lavoro e delle competenze in contesti industriali complessi. Questo intervento, subordinato a specifiche richieste formali, può coprire una durata massima di 12 mesi.
Le novità introdotte per il 2026 rappresentano un passo importante verso la salvaguardia dell’occupazione e il sostegno ai lavoratori in difficoltà, evidenziando l’impegno delle istituzioni nel fronteggiare le sfide economiche attuali. È fondamentale rimanere aggiornati sulle disposizioni e sulle modalità di accesso a questi benefici, per garantire una corretta implementazione delle misure e un adeguato supporto alle categorie interessate.