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23 Maggio 2026

Aggiornamento su retribuzioni, DL 62/2026 e nuove regole di trasparenza

Sintesi delle principali trasformazioni riguardanti retribuzioni contrattuali, obblighi di trasparenza e provvedimenti recenti che incidono su rinnovi e bonus

Aggiornamento su retribuzioni, DL 62/2026 e nuove regole di trasparenza

Il panorama delle retribuzioni in Italia mostra segnali contrastanti: gli incrementi contrattuali restano generalmente sotto il 3%, ma a marzo è stato registrato un aumento medio del 2,4%. Questo dato, pur indicando una crescita, nasconde dinamiche diverse tra settore pubblico e privato: la PA appare oggi in posizione più favorevole rispetto al mondo privato, mentre circa 4,1 milioni di lavoratori risultano ancora in attesa del rinnovo del proprio contratto.

Contestualmente, sul versante normativo si succedono interventi che vanno a toccare sia le imprese sia i rapporti contrattuali: dal DL 62/2026 che introduce il concetto di salario giusto ai provvedimenti di trasparenza ispirati alla Direttiva UE 2026/970, fino alle misure contenute nel Decreto Primo Maggio 2026. Queste novità ridefiniscono obblighi salariali, criteri di adeguamento e strumenti di controllo per datori di lavoro e parti sociali.

Le nuove regole sul salario e i contratti scaduti

Il DL 62/2026 collega i benefici legati ai bonus lavoro ai CCNL pienamente rappresentativi: in pratica, per accedere a taluni incentivi sarà necessario applicare contratti ritenuti rappresentativi del settore. Un’altra norma di rilievo riguarda i contratti scaduti da oltre 12 mesi: in quel caso è previsto un adeguamento automatico pari al 30% dell’IPCA, dove l’IPCA è l’indicatore dei prezzi al consumo armonizzato utile per stimare l’inflazione di riferimento. Questo meccanismo mira a proteggere il potere d’acquisto dei lavoratori quando i rinnovi tardano.

Come si applica l’adeguamento

L’adeguamento del 30% dell’IPCA si attiva sui contratti che risultano scaduti da almeno un anno e ha lo scopo di ridurre l’effetto erosivo dell’inflazione sulle buste paga. Per le imprese ciò significa dover rivedere retroattivamente le retribuzioni e verificare l’idoneità del contratto applicato rispetto ai parametri di rappresentatività. Per i lavoratori, invece, si tratta di una tutela temporanea in attesa del rinnovo contrattuale vero e proprio.

Trasparenza salariale: obblighi e tempistiche

La normativa ispirata alla Direttiva UE 2026/970 è stata discussa in Parlamento e si avvia verso l’ok definitivo, con obblighi operativi fissati a partire dal 7 giugno 2026. Tra i punti centrali ci sono la trasparenza salariale nelle procedure di selezione, l’obbligo di comunicare la fascia retributiva negli annunci di lavoro e misure per monitorare il gender pay gap. L’obiettivo dichiarato è ridurre le asimmetrie informative e promuovere equità nelle retribuzioni.

Impatto per le imprese

Le aziende dovranno aggiornare processi di recruiting, policy interne e sistemi di payroll per rispettare le nuove regole: dalla pubblicazione della fascia retributiva nelle offerte fino alla produzione di report sul gender pay gap. Questo comporterà investimenti in formazione HR, adeguamenti dei contratti e, dove necessario, verifiche sulle pratiche retributive consolidate. Per i candidati, invece, aumenterà la trasparenza nella fase di negoziazione salariale.

Situazione del mercato e altri provvedimenti rilevanti

Sul fronte della domanda di lavoro, emergono classifiche aggiornate dei mestieri più remunerativi sul territorio nazionale, con differenze significative per regione, provincia, settore e genere. Questi dati offrono una mappa utile per chi cerca lavoro e per le aziende che vogliono attrarre talenti. Parallelamente, il Decreto Primo Maggio 2026 introduce misure su bonus per i giovani, detassazioni e interventi per i rider; tuttavia, la delega sui cosiddetti contratti pirata è scaduta, lasciando alle parti sociali sei mesi per trovare intese concrete.

In sintesi, la combinazione tra incrementi contrattuali contenuti, novità legislative come il DL 62/2026 e l’attuazione della Direttiva UE 2026/970 rende il prossimo periodo centrale per chi opera nelle risorse umane e per i lavoratori in attesa di rinnovi. Le imprese sono chiamate a un doppio sforzo: adeguare le retribuzioni nei casi previsti e aggiornare pratiche di trasparenza, mentre le rappresentanze sindacali avranno un ruolo cruciale nei prossimi sei mesi per affrontare i temi ancora aperti.

Emanuele Negri
Autore

Emanuele Negri

Emanuele Negri, ex architetto torinese, documentò il recupero di un cortile in Barriera di Milano e decise di passare alla comunicazione editoriale: in redazione promuove progetti di rigenerazione urbana e firma dossier su materiali sostenibili. Custodisce uno schizzo originale del primo progetto professionale.