Il nuovo decreto legislativo introduce misure rigorose per proteggere i lavoratori dall'amianto.
Il 24 segnerà una data fondamentale nella regolamentazione della sicurezza sul lavoro in Italia, grazie all’entrata in vigore del D.Lgs. n. 213/2026. Questo decreto rappresenta l’attuazione della direttiva (UE) 2026/2668, che mira a rafforzare le tutele per i lavoratori esposti all’amianto, una sostanza nota per i suoi effetti nocivi sulla salute.
Le modifiche apportate dal decreto hanno come obiettivo principale la riduzione dei rischi associati all’esposizione all’amianto, introducendo misure più rigorose e dettagliate che influiscono su diversi aspetti della gestione della sicurezza nei luoghi di lavoro.
Il Decreto Legislativo 213/2026 apporta significative modifiche al **Titolo IX, Capo III** del precedente D.Lgs. 81/2008, con particolare riferimento alla gestione del rischio amianto. Il cambiamento più rilevante è la drastica riduzione del valore limite di esposizione professionale (VLEP), che passa da 0,1 fibre/cm³ a 0,01 fibre/cm³, con misurazioni che devono essere effettuate su una media di otto ore.
Il decreto introduce anche l’obbligo di utilizzare tecnologie avanzate per l’analisi delle fibre di amianto. Entro il 21 dicembre, i conteggi delle fibre devono essere effettuati tramite microscopia elettronica o metodi equivalenti, capaci di identificare anche fibre ultrasottili, superando i limiti della microscopia ottica tradizionale.
Inoltre, è previsto che tutti i silicati fibrosi siano formalmente considerati come cancerogeni di categoria 1A, imponendo un approccio più rigoroso alla loro gestione.
Il D.Lgs. n. 213/2026 richiede ai datori di lavoro di adottare misure preventive più stringenti prima di iniziare qualsiasi attività che possa comportare un rischio di esposizione all’amianto. Prima dell’inizio di lavori di ristrutturazione o demolizione, è necessario condurre una verifica pre-lavori per accertarsi della presenza di materiali contenenti amianto.
La notifica all’organo di vigilanza deve includere dettagli specifici, come la tipologia di attività, i processi utilizzati e le misure adottate per limitare l’esposizione. Ogni azienda è tenuta a rivedere la propria valutazione dei rischi (DVR), aggiornando i protocolli di sicurezza in base alle nuove linee guida.
In caso di superamento dei limiti di esposizione, i lavori devono essere interrotti immediatamente, garantendo la sicurezza dei lavoratori coinvolti.
Un aspetto cruciale della nuova normativa è l’intensificazione della formazione per i lavoratori che manipolano materiali contenenti amianto. È obbligatorio fornire istruzioni su come utilizzare correttamente le attrezzature e i dispositivi di protezione individuale (DPI), in particolare per i respiratori, che devono essere adeguati alle nuove soglie di esposizione.
In aggiunta, l’obbligo di sorveglianza sanitaria viene esteso anche alle esposizioni sporadiche e di bassa intensità, con la necessità di conservare la documentazione sanitaria per un periodo di quarant’anni dopo la cessazione dell’attività lavorativa.
Queste modifiche rappresentano un significativo passo avanti nella protezione della salute dei lavoratori e richiedono un cambiamento di paradigma nella gestione del rischio amianto, spingendo le organizzazioni a investire nella sicurezza e nella compliance normativa.
Per ulteriori dettagli, si consiglia di consultare il testo ufficiale del decreto.
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