Esplora le recenti novità legislative riguardanti la protezione dai rischi amianto nel mondo del lavoro.
Il rischio amianto continua a rappresentare una seria minaccia per la salute dei lavoratori in diversi settori, soprattutto in edilizia e manutenzione. Le recenti riforme, in particolare il D.Lgs. n. 213/2026, entrato in vigore il 24 , apportano significative modifiche alla normativa esistente per garantire una maggiore sicurezza.
Queste nuove disposizioni sono state introdotte per allinearsi con la direttiva (UE) 2026/2668, che mira a migliorare la protezione dei lavoratori contro i rischi legati all’amianto. In questo articolo, esamineremo i principali cambiamenti e le implicazioni pratiche per i datori di lavoro e i lavoratori.
Il D.Lgs. n. 213/2026 ha introdotto una serie di novità rilevanti nella gestione del rischio amianto. In particolare, è stata abolita la possibilità di deroghe per esposizioni sporadiche e di intensità bassa. Questa modifica si traduce in una tolleranza zero nei confronti dell’esposizione, sottolineando l’importanza della sicurezza sul lavoro.
Una delle novità più significative è la riduzione del valore limite di esposizione all’amianto, che diventa molto più restrittivo rispetto a quanto previsto in precedenza. Questo cambiamento è motivato dalla necessità di proteggere i lavoratori da potenziali patologie, tra cui il cancro, riconosciuto come rischio elevato da parte dell’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc).
Il datore di lavoro ha ora l’obbligo di effettuare una valutazione del rischio amianto in ogni ambito lavorativo che possa comportare esposizioni. Questo è un passo fondamentale per garantire che i lavoratori siano protetti da eventuali rischi per la salute. È fondamentale che il datore di lavoro integri i risultati della valutazione nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) per garantire una gestione adeguata della sicurezza.
Le nuove normative richiedono anche un rafforzamento della formazione per i lavoratori che possono essere esposti all’amianto. Ciò implica non solo una maggiore attenzione alla sicurezza, ma anche una formazione specifica per riconoscere e gestire i materiali contenenti amianto. Inoltre, la documentazione relativa alla formazione e alla notifica deve essere conservata per un periodo di almeno quarant’anni, garantendo così una tracciabilità adeguata.
In conclusione, le modifiche introdotte con il D.Lgs. n. 213/2026 e la direttiva (UE) 2026/2668 rappresentano un passo decisivo verso una maggiore sicurezza per i lavoratori esposti all’amianto. È essenziale che i datori di lavoro prendano sul serio queste nuove disposizioni, adottando tutte le misure necessarie per garantire un ambiente di lavoro sicuro e sano. Solo attraverso un impegno collettivo è possibile ridurre i rischi associati a questo materiale pericoloso e proteggere la salute dei lavoratori.
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