Il 2026 ha segnato un importante cambiamento per i datori di lavoro che impiegano lavoratori domestici, come colf e badanti. L’INPS ha rilasciato nuove tabelle e aliquote per il calcolo dei contributi da versare, che devono essere adeguati in base all’indice Istat. È fondamentale che le famiglie si informino adeguatamente per evitare sanzioni e garantire i diritti previdenziali ai propri collaboratori.
Come calcolare i contributi per colf e badanti
Il calcolo dei contributi previdenziali si basa su diverse fasce di retribuzione oraria, che vengono riviste annualmente. I datori di lavoro devono sommare alla paga oraria contrattuale anche la quota di tredicesima e, se applicabile, l’indennità per vitto e alloggio. Questa somma determina l’importo su cui si calcolano i contributi.
Fasce contributive e modalità di calcolo
Le fasce contributive sono suddivise in tre categorie, a cui si aggiunge una quarta fascia fissa per i rapporti di lavoro che superano le 24 ore settimanali. Per questi ultimi, il contributo orario è stabilito in base a parametri specifici, indipendentemente dalla retribuzione oraria effettiva.
Tabelle e scadenze per i versamenti nel 2026
Il nuovo anno ha portato aggiornamenti anche per le scadenze di pagamento. Le famiglie dovranno versare i contributi entro i primi dieci giorni del mese successivo al trimestre di riferimento. È fondamentale rispettare le scadenze per evitare sanzioni e garantire la copertura previdenziale ai lavoratori domestici.
Calendario dei pagamenti
Le date da ricordare per il 2026 sono: 1-10 aprile per il primo trimestre (gennaio-marzo), 1-10 luglio per il secondo trimestre (aprile-giugno), 1-10 ottobre per il terzo trimestre (luglio-settembre) e 1-10 gennaio 2027 per il quarto trimestre (ottobre-dicembre). È fondamentale utilizzare i canali telematici messi a disposizione dall’INPS per effettuare i pagamenti.
Implicazioni fiscali e deducibilità
Un aspetto importante da considerare è la deducibilità dei contributi versati per colf e badanti. Ogni datore di lavoro può dedurre fino a un massimo di 1.549,37 euro dal proprio reddito annuo. Inoltre, se il lavoratore domestico assiste una persona non autosufficiente, il datore può detrarre il 19% delle spese fino a 2.100 euro, con un risparmio massimo di 399 euro.
Conseguenze del mancato pagamento
È cruciale rispettare le scadenze, poiché il mancato versamento dei contributi può comportare sanzioni significative e la perdita delle tutele previdenziali per il lavoratore. Le sanzioni variano dal 2,5% al 10% dell’importo dovuto, a seconda del ritardo, e possono portare a contenziosi legali.
Il 2026 porta con sé nuove sfide e responsabilità per le famiglie che impiegano colf e badanti. È essenziale rimanere informati riguardo alle nuove aliquote, scadenze e opportunità di deduzione fiscale per garantire una gestione serena e conforme della propria assistenza domestica.