Panoramica delle principali novità normative: estensione della sperimentazione per la riforma della disabilità, aggiornamenti delle soglie e strumenti per gli appalti pubblici, e ultimi interpelli dell'Agenzia delle Entrate con effetti pratici
Le amministrazioni pubbliche, i professionisti e gli operatori si confrontano con tre filoni normativi che incidono sull’organizzazione dei servizi e sulle procedure contrattuali. Il testo riunisce la riforma della disabilità, le modifiche al regime degli appalti pubblici e le recenti interpretazioni dell’Agenzia delle Entrate, con l’obiettivo di chiarire gli impatti pratici senza sacrificare i riferimenti alle fonti ufficiali.
Il messaggio INPS n. 635 del 2026 fornisce le prime istruzioni operative sulle modifiche introdotte dall’art. 7 del D.L. 19, n. 19, in attuazione del D.Lgs. 3, n. 62. Le indicazioni chiariscono procedure e responsabilità per l’attuazione della riforma, nel contesto delle altre novità che interessano l’organizzazione dei servizi pubblici.
Dal 1° la fase sperimentale si amplia includendo altre quaranta province, al fine di testare sul territorio le nuove procedure prima dell’entrata a regime. La disciplina interviene sulla composizione delle Unità di Valutazione di Base (UVB) e specifica che Unità di Valutazione di Base indica gli organismi deputati alla certificazione dei bisogni assistenziali. La riforma estende le professionalità idonee a ricoprire la presidenza e definisce regole specifiche per la partecipazione degli specialisti nelle valutazioni che riguardano i minori. È confermato che l’entrata in vigore stabile è fissata per il 1° , termine che lascia alle strutture il tempo necessario per adeguare procedure e ruoli.
La nuova disciplina richiede alle strutture un aggiornamento dei protocolli e dei piani di lavoro già esistenti. Le modifiche mirano a rendere più specialistica e multidisciplinare la valutazione dei casi.
Per gli enti ciò comporta un impegno organizzativo significativo. Sarà necessario investire in formazione specifica, riorganizzare i ruoli professionali e migliorare i flussi di coordinamento tra servizi.
Per le famiglie e i minori la revisione della composizione delle UVB promette decisioni più qualificate. Tuttavia la maggiore complessità procedurale può determinare tempi di valutazione più lunghi se non accompagnata da adeguati investimenti in personale e strumenti.
La transizione richiederà inoltre una fase di monitoraggio degli esiti. Nel medio periodo saranno necessari indicatori condivisi per verificare l’impatto delle modifiche sulla qualità delle decisioni e sui percorsi assistenziali.
Per garantire la valutazione dell’impatto delle modifiche sul sistema appalti, le istituzioni hanno aggiornato le norme operative. Dal 1° entrano in vigore i Regolamenti comunitari 2026-2150/2151/2152 che ridefiniscono le soglie comunitarie applicabili agli appalti nell’Unione europea. L’obiettivo dichiarato è armonizzare i criteri di gara e favorire la concorrenza transfrontaliera, riducendo i tempi procedurali e i rischi di contenzioso.
I nuovi parametri prevedono, per lavori e concessioni, una soglia fissata a € 5.404.000,00. Per servizi e forniture le soglie variano in base all’autorità e al settore; a titolo esemplificativo si segnala il valore di € 140.000,00 per le autorità governative. La legge di bilancio 30, n. 199 introduce inoltre lo strumento del premio di accelerazione, che può essere finanziato con le somme destinate agli imprevisti nel quadro economico e con quote fino al 50% delle economie derivanti dai ribassi d’asta. Tale meccanismo intende rendere più realistico l’incentivo al completamento anticipato delle opere e ridurre i ritardi esecutivi.
In questa cornice normativa si inseriscono il prezzario nazionale e l’istituzione di un Osservatorio presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il prezzario dovrà essere pubblicato entro il 30 con l’obiettivo di standardizzare i costi delle opere e monitorare le variazioni territoriali. L’Osservatorio avrà il compito di raccogliere dati e aggiornare i prezzari regionali e speciali. L’intento dichiarato è aumentare trasparenza e concorrenza, sebbene il risultato dipenda dalla qualità informativa e dalla capacità di considerare le specificità locali.
Parallelamente, dal 1° è operativo il sistema PICA per la registrazione delle pubbliche amministrazioni che intendono erogare formazione valida ai fini della qualificazione delle stazioni appaltanti. Il sistema mira a garantire corsi riconoscibili, tracciabili e coerenti con i requisiti di qualificazione. L’efficacia complessiva degli strumenti sarà valutata attraverso i dati raccolti dall’Osservatorio e dagli aggiornamenti dei prezzari regionali.
Sulla scorta dei dati raccolti dall’Osservatorio e degli aggiornamenti normativi, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti operativi utili per operatori e professionisti. Le risposte n. 43 e n. 44 del 20 dettagliano la portata degli obblighi di comunicazione e i limiti di applicazione per specifiche attività.
Nella risposta n. 43/2026 l’Agenzia ha escluso dagli obblighi di comunicazione all’Anagrafe dei rapporti finanziari e dagli adempimenti di monitoraggio fiscale, FATCA e CRS una SIM di classe 3 che si limita a fornire servizi di sola consulenza in materia di investimenti. La deroga si applica se non sussiste detenzione di strumenti finanziari né gestione di liquidità o conti dei clienti, e se i presupposti fattuali indicati nell’istanza risultano corrispondenti alla pratica aziendale.
La risposta n. 44/2026 chiarisce invece il tema del collegamento POS-RT. L’obbligo sussiste per i soggetti che memorizzano e trasmettono i corrispettivi ai sensi del D.Lgs. 127/. Alcune attività, come quelle con biglietteria SIAE o sale giochi, possono essere escluse a fronte di specifiche modalità operative.
Il documento consente l’uso di un unico POS per più attività, purché sia effettuato il corretto censimento e, quando necessario, la comunicazione degli importi. Sono ricompresi anche i dispositivi portatili, quali SumUp, se censiti e integrati nel processo di trasmissione dei corrispettivi.
I chiarimenti intendono ridurre l’incertezza applicativa per intermediari finanziari, esercenti e operatori tecnologici, favorendo un’applicazione omogenea delle norme. Ulteriori sviluppi saranno valutati alla luce dei dati amministrativi raccolti e delle future istanze interpretative.
Le novità normative richiedono interventi immediati da parte delle amministrazioni e delle aziende coinvolte. Il focus riguarda modifiche organizzative legate alla riforma della disabilità, la gestione economica degli appalti e l’adeguamento alle interpretazioni dell’Agenzia delle Entrate.
Per garantire conformità e sfruttare le opportunità della normativa, è necessario aggiornare procedure, strumenti di controllo dei costi e piani formativi. L’aggiornamento deve essere tempestivo e basato sui dati amministrativi disponibili.
Gli uffici tecnici e legali procederanno alla revisione delle procedure operative e alla pianificazione della formazione per operatori e responsabili, in vista delle future istanze interpretative.
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