Il divario tra prezzo delle case e stipendi è diventato un indicatore chiave per valutare la reale accessibilità abitativa. Un recente studio ha confrontato i valori di mercato di immobili di 80 m² con il reddito netto medio dichiarato nei comuni di tre grandi aree italiane: la provincia di Firenze, la provincia di Trento e la provincia di Lecce (Salento). I risultati mostrano differenze sorprendenti, con alcuni comuni dove occorrono più di dieci anni di salario per acquistare una casa, mentre in altri bastano appena due anni.
Firenze: il mattone pesa più di nove anni di salario
In Toscana, il prezzo medio delle abitazioni è di 2.850 euro al metro quadro. I dati dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare (secondo semestre 2025) indicano che un appartamento di 80 m² costa circa 228.000 euro. Con un reddito medio netto annuo di 24.987 euro, gli abitanti della città devono impiegare nove anni e un mese di intero stipendio per acquistarlo – un calcolo teorico che presuppone di destinare tutto il salario all’acquisto.
Campi Bisenzio e i comuni più gravosi
Il comune di Campi Bisenzio, con un prezzo medio di 2.250 euro al metro quadro, risulta il più penalizzante della provincia: servono nove anni e due mesi di reddito medio per raccogliere i 180.000 euro necessari a comprare 80 m². Al terzo posto troviamo Scandicci, dove il valore è di 196.000 euro e occorrono esattamente nove anni di stipendio. Al di sotto della media ci sono comuni come Marradi, dove il prezzo è di soli 47.200 euro e bastano due anni e mezzo di salario.
Provincia di Trento: la disparità tra le valli turistiche e il capoluogo
Nel Trentino la situazione è più eterogenea. Canazei, località turistica di montagna, ha un valore centrale di 4.850 euro al metro quadro; per 80 m² sono necessari 15,6 anni di reddito medio. Pinzolo segue da vicino con 15 anni. Altre valli come Campitello di Fassa, San Giovanni di Fassa e Moena hanno valori compresi tra 11,3 e 12,8 anni di salario.
Trento e le città più accessibili
Il capoluogo Trento mostra un quadro più favorevole: con 2.400 euro al metro quadro, occorrono 7,8 anni di stipendio per l’acquisto di 80 m². Rovereto richiede 7 anni, Pergine Valsugana 6,5 anni, mentre Riva del Garda, più turistica, arriva a 9,4 anni. La differenza è dovuta sia al prezzo al metro quadro sia al reddito medio dichiarato, dimostrando che due comuni con valori immobiliari simili possono avere risultati diversi.
Salento: da 25 a quasi 100 stipendi per 80 m²
Nel profondo Sud, i dati del mercato immobiliare (semestre 2025) mostrano un valore medio provinciale di 560 euro al metro quadro. Un appartamento di 80 m² vale quindi circa 44.800 euro, equivalenti a 30 mensilità intere di un salario ipotetico di 1.500 euro netti al mese. Tuttavia, la ciclicità territoriale è marcata: Otranto è il più costoso con 1.850 euro al metro quadro (148.000 euro per 80 m²), quasi 99 stipendi, seguito da Gallipoli (83 stipendi) e Porto Cesareo (66 stipendi).
Comuni più accessibili del Salento
All’estremità opposta della scala troviamo Tuglie e Palmariggi, con 460 euro al metro quadro e un costo di 36.800 euro per 80 m², corrispondente a circa 25 stipendi. Anche comuni come Corsano, Diso, Tiggiano e Vernole si aggirano intorno ai 470-480 euro al metro quadro, richiedendo tra 2,2 e 2,5 anni di reddito medio per l’acquisto. Se si considera il rapporto tra prezzo e reddito, Otranto necessita 8,7 anni di salario, mentre Luglio più modesto richiede solo 2,4 anni.
Questi dati evidenziano che possedere una casa è diventato un lusso riservato a pochi richiedendo una pianificazione finanziaria molto più lunga rispetto a qualche decennio fa.



