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A Roma il futuro delle protesi, ingegneri e ortopedici da 37 Paesi

(Adnkronos) – Il presente e il futuro dell'artroplastica mondiale si è riunito a Roma per il 36esimo 'International Society for Technology in Arthroplasty' (Ista). Sono arrivati da 37 Paesi 640 partecipanti tra chirurghi ortopedici, ingegneri, addetti ai lavori e aziende, per raccontare le novità nel campo delle protesi per l'anca, il ginocchio, la spalla e quest'anno anche la colonna vertebrale. "Quella italiana è stata l'edizione dei record per il congresso, abbiamo riunito chi progetta e impianta le protesi, abbiamo dato spazio agli studi e alle pubblicazioni scientifiche. Questo è un evento unico al mondo per l'ortopedia mondiale, abbiamo avuto con noi a Roma i padri della protesica e poi un focus è stato dedicato alla novità 2025 in questo campo: il rivestimento in ceramica delle protesi d'anca". A fare il punto per l'Adnkronos Salute è Alessandro Calistri, specialista in Chirurgia ortopedica e traumatologica dell'anca e docente in Chirurgia protesica dell'anca della Scuola di specializzazione in Ortopedia e Traumatologia dell'università di Roma Sapienza.  "C'è stata una grande partecipazione dei giovani, con specialisti da più scuole ortopediche e provenienti da diversi Paesi – prosegue Calistri, co-presidente Ista Roma 2025 insieme a Stefano Gumina, professore della Sapienza – Si è discusso anche con loro del ruolo e del peso della tecnologia; oggi si parla tanto di Ia e realtà aumenta in sala operatoria, ma a cosa ci possono veramente servire e cosa possono dare in termini di efficienza? E' chiaro che la base per un giovane chirurgo è la pratica, lavorare a stretto contatto con 'maestri' di livello e imparare da quelli bravi".  Al congresso si è parlato molto della nuova protesi all'anca di rivestimento in ceramica (ReCerf) approvata in Europa lo scorso luglio. Calistri è stato il primo chirurgo ad impiantarla in Italia, a Roma a inizio settembre. "Abbiamo operato un paziente romano di 47 anni – ha ricordato – Erano anni che attendeva la possibilità di poter usufruire di questo rivestimento rivoluzionario, avendo un'allergia al nickel ed essendo quindi impossibilitato ad utilizzare il sistema di rivestimento metallo-metallo".  Per la chirurgia dell'anca siamo di fronte ad una svolta? "Si – risponde il chirurgo – La ceramica è biocompatibile e questo permette di risparmiare osso durante l'intervento. La genesi è un brevetto che rende la ceramica porosa e la superficie integrabile perfettamente con l'osso, mentre prima serviva una sfoglia di titanio altrimenti l'osso non si integrava. Con il nuovo rivestimento salta la necessità di usare il metallo che può dare allergie e per le donne mancano misure 'piccole'. In più il rivestimento in ceramica può essere personalizzato rispetto all'anatomia della persona. Parliamo di un rivestimento che agisce sulla parte patologica dell'artrosi, la cartilagine, per cui i 3 mm di ceramica rivestono completamente l'osso dell'anca che rimane intatto. La ceramica è inerte, stiamo quindi parlando della prima protesi biologica". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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