Nel mese di agosto 2026 l’INPS ha ricevuto un totale di 126.363 domande per le indennità di disoccupazione di tipo Naspi e Dis-Coll. Si tratta di una crescita annua del 7,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, segnale che la pressione sul mercato del lavoro è in rialzo.
Dettaglio delle richieste per Naspi e Dis-Coll
Le domande di Naspi ammontano a 121.487, registrando un incremento del 7,4% su base annua. La quota di Naspi rappresenta il 96,1% del volume complessivo di agosto, confermando il predominio dei lavoratori subordinati nella domanda di tutela economica. Al contrario, le richieste di Dis-Coll sono 4.876, con un balzo del 13,6% rispetto al 2025, ma restano una piccola parte (3,9%) del totale perché interessano una platea più ristretta di collaboratori coordinati, assegnisti e dottorandi.
Periodo gennaio-agosto: il quadro globale
Estendendo l’analisi ai primi otto mesi dell’anno, le domande ricevute salgono a 1.399.591, pari a un aumento del 4,8% rispetto al 2025. Anche in questo arco temporale la distribuzione rimane fortemente sbilanciata verso la Naspi, che continua a muoversi quasi in ogni caso di cessazione involontaria del lavoro dipendente. Il valore complessivo evidenzia un trend di crescita costante e richiede un monitoraggio attento dei flussi di assunzioni e licenziamenti.
Contestualizzazione con il mercato del lavoro
L’ISTAT, nella stessa finestra temporale, ha stimato una forza lavoro di 24.352.000 occupati e un tasso di disoccupazione del 6,2%. È importante distinguere questi dati, frutto di indagini campionarie, dalle richieste di indennità, che rappresentano un atto amministrativo successivo alla perdita involontaria del posto. I due indicatori, pur correlati, osservano dimensioni diverse del fenomeno occupazionale.
Chi può accedere alle due indennità
La Naspi è destinata ai lavoratori dipendenti che hanno accumulato i requisiti contributivi previsti dalla legge e subiscono una cessazione involontaria del rapporto di lavoro. La Dis-Coll, invece, tutela i collaboratori coordinati e continuativi iscritti alla Gestione Separata, inclusi i dottorandi con borsa, escludendo pensionati e titolari di partita IVA. Questa differenziazione spiega la disparità di volumi tra le due tipologie di domande.
Procedura di presentazione e limiti economici
Le domande devono essere inviate entro 68 giorni dall’evento che ha interrotto il rapporto di lavoro, tramite il Portale disoccupazione dell’INPS o i patronati accreditati. Il massimale mensile per entrambe le indennità nel 2026 è fissato a 1.584,70 euro, con una retribuzione di riferimento di 1.456,72 euro. La durata della Naspi corrisponde a metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni, mentre la Dis-Coll è limitata a 12 mesi di contributi dal 1° gennaio dell’anno precedente alla cessazione.
Questi dati, oltre a fornire un quadro sintetico dell’andamento delle richieste di sostegno al reddito, consentono a datori di lavoro, sindacati e istituzioni di valutare l’impatto delle politiche occupazionali e di programmare interventi mirati per contenere il flusso di disoccupati.



