Nel cuore della campagna riminesi, a Coriano, un uomo di nome Mamadou Sy decide di mettere alla prova un vecchio metodo di segnalazione: un cartello con scritto “Cerco lavoro”. A 39 anni, proveniente dal Senegal e residente da un anno e mezzo nella zona, Mamadou elenca una serie di competenze – dal magazzinaggio alla cucina, dalla muratura al ruolo di cassiere – sperando di attirare l’attenzione di un datore di lavoro. Ogni mattina, per ore, si posiziona sul ciglio della strada più vicina a casa sua, con una sola bicicletta elettrica per gli spostamenti.
Il cartello che ha catturato l’interesse del direttore
Il 28 ottobre, poco dopo le nove, il direttore del San Marino Green Festival, Gabriele Geminiani, scorreva sulla stessa arteria per motivi di lavoro. Inizialmente pensa a una scena da film, ma l’aspetto serio del cartello lo induce a fermarsi. Dopo aver chiesto a Mamadou i motivi della sua scelta, Geminiani scopre che il giovane si è limitato a un mezzo di locomozione – la bicicletta – e a un cartello perché non avesse altre risorse. Colpito dalla determinazione del senegalese, promette di raccontare l’incontro sui propri profili social con l’obiettivo di aiutarlo a trovare un impiego.
La risposta esplosiva dei social
Il post di Geminiani, pubblicato su Facebook, inizia a ricevere centinaia di commenti in poche ore. La gente condivide il messaggio, aggiunge parole di incoraggiamento e, soprattutto, propone opportunità concrete. Tra i vari messaggi, risalta la proposta di Fatmir Osmani, imprenditore albanese proprietario di una piccola azienda specializzata in coperture a Corpolò. Osmani, residente in Italia dal 1998, afferma di conoscere bene la difficoltà di ricominciare da zero e decide subito di contattare Mamadou per un colloquio.
L’offerta di lavoro concreta
Il 30 ottobre Osmani telefona a Mamadou, descrivendolo come una persona “in gamba” e “con tanta voglia di lavorare”. L’azienda, in crescita e con necessità di personale qualificato, vede nel profilo di Mamadou una corrispondenza ideale alle proprie esigenze. Se tutto procederà come previsto, il nuovo impiegato inizierà a lavorare il lunedì successivo, garantendogli così la stabilità economica che da tempo cercava. Geminiani, nel frattempo, conclude che la vicenda dimostra come, anche in tempi difficili, “la nostra umanità e solidarietà emergono dietro le notizie virali”.
Questa storia, divenuta virale in pochi giorni, illustra il potere dei social network come strumento di inclusione lavorativa. Un semplice cartello, un gesto di speranza e la capacità di un passante di condividere un episodio hanno creato una catena di solidarietà capace di trasformare una vita. Mamadou Sy ora ha la possibilità di ricostruire il proprio percorso professionale, dimostrando che l’aiuto collettivo, se ben diretto, può davvero aprire porte altrimenti chiuse.



