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17 Ottobre 2026

Tavolo ministeriale sulle supplenze e la storia del prof 21enne a Paratico

Il tavolo sulle supplenze decide e un 21enne resta al quadro di una classe in un attimo

Tavolo ministeriale sulle supplenze e la storia del prof 21enne a Paratico

Il 16 ottobre 2026 si è tenuta la seconda giornata del tavolo tecnico tra il Ministero dell’Istruzione e del Merito e le principali organizzazioni sindacali. L’incontro ha avuto come fulcro le procedure di assunzione a tempo determinato per l’anno scolastico in corso e ha nuovamente confermato la responsabilità delle sanzioni previste per i contratti non rispettati.

Decisioni chiave del tavolo del 16 ottobre

Durante la riunione è stato ribadito che l’ordinanza attualmente in vigore non subirà modifiche: le sanzioni per le supplenze non accettate rimarranno in vigore, con l’obiettivo di scoraggiare le rinunce improvvise. I sindacati hanno sollevato critiche riguardo ai ritardi nella comunicazione dei posti disponibili e hanno richiesto una semplificazione della procedura digitale. Il Ministero, pur difendendo il quadro sanzionatorio, ha annunciato l’introduzione di nuovi aggiornamenti per la piattaforma INS, volte a rendere più trasparente la gestione delle disponibilità orarie.

Novità sulla piattaforma INS

Le modifiche alla piattaforma comprendono una fase di test per l’aggregazione automatica degli spezzoni di orario la definizione di criteri più stringenti per la vicinanza geografica tra i plessi coinvolti e l’istituzione di un limite massimo di sedi aggregabili per ogni cattedra. Inoltre, sarà pubblicato un report settimanale al termine di ciascun turno per garantire piena trasparenza sulle graduatorie d’istituto e sulle supplenze annuali ancora aperte.

Il caso concreto: Tommaso, 21 anni, a Paratico

Il giorno stesso del tavolo, a Paratico (BS), il comprensorio scolastico di Iseo ha contattato Tommaso Cerpelletti, studente al terzo anno di Matematica all’Università Cattolica di Brescia. Una telefonata alle 8.30 ha chiesto al giovane di coprire due ore di lezione, di cui una di scienze, con un preavviso di appena un’ora. Il laureando ha accettato, firmato i documenti in pochi minuti e si è trovato davanti a una classe di ragazzi tra gli 11 e i 13 anni, preparandosi al volo sul primo capitolo del libro di scienze.

Ordine di intervento: l’interpello e l’Ordinanza 88/2024

L’intervento di Tommaso è stato possibile grazie all’interpello, strumento disciplinato dall’ordinanza ministeriale 88 del 16 maggio 2024. L’articolo 13 prevede che, esaurite tutte le liste provinciali, di esaurimento e di istituto, la scuola può ricorrere a candidati fuori graduatoria, anche se privi del titolo completo. Se nessun docente abilitato risponde, il dirigente può assumere uno studente; la prestazione, però, non genera punteggio in graduatoria fino al conseguimento del titolo.

Contrasto tra requisiti di ruolo e chiamate d’urgenza

Il percorso per diventare insegnante di ruolo richiede la laurea magistrale, 60 crediti universitari in un corso abilitante (decreto del Presidente del Consiglio del 4 agosto 2023) e il superamento di un concorso, con costi che possono superare i 2.500 euro. In opposizione, l’interpello consente a un terzo anno di università di entrare in aula con un preavviso di pochi minuti, senza alcun tutor o supporto formativo. Questa dicotomia mette in luce la contraddizione di un sistema che, da una parte, richiede investimenti considerevoli per la qualifica e, dall’altra, ricorre a interventi improvvisi per colmare carenze strutturali.

Con più di 200.000 supplenti ogni anno – circa un docente su quattro – il ricorso a giovani senza titolo completo rappresenta una risposta rapida alle esigenze delle scuole, ma solleva interrogativi sulla sostenibilità del modello. La discussione al tavolo tecnico e il caso di Tommaso mostrano la necessità di rivedere sia le sanzioni che le procedure di selezione, per garantire coerenza tra i requisiti di ruolo e le emergenze operative.

Paolo Mariani
Autore

Paolo Mariani

Paolo Mariani, giornalista esperto di mercato del lavoro e politiche occupazionali, racconta contratti, carriere e trasformazioni del mondo professionale con taglio pratico e attento ai diritti dei lavoratori.