L’assemblea regionale dell’ANCI si è tenuta ieri a Fano, nell’ambito del Tag Hotel, per discutere l’impatto dell’inflazione sui bilanci comunali. I dirigenti locali hanno evidenziato come l’aumento delle bollette e dei stipendi stia minacciando la sostenibilità dei servizi di base, soprattutto alla luce dei ridotti trasferimenti statali. La tensione è cresciuta quando il sindaco di Pesaro, Andrea Biancani, ha illustrato il disavanzo previsto per il prossimo esercizio.
Il bilancio di Pesaro: 6,8 milioni di euro di spese in più
Biancani ha dichiarato che il Comune di Pesaro dovrà assorbire 6,8 milioni di euro di costi aggiuntivi per il 2027. Di questi, quattro milioni sono imputabili ai rinnovi contrattuali dei dipendenti, mentre 2,8 milioni derivano dall’incremento dei prezzi di gas ed energia elettrica. Non è previsto alcun contributo da parte dello Stato o della Regione, lasciando l’Amministrazione a dover reperire risorse proprie o a comprimere la spesa corrente.
Le richieste dei sindaci marchigiani e la risposta della Regione
Durante la stessa seduta, diversi sindaci hanno ribadito la necessità di un intervento finanziario urgente, definendo i comuni la “spina dorsale” del territorio. Marco Fioravanti, presidente dell’ANCI Marche, ha sottolineato come i costi delle gare d’appalto siano aumentati del 15-20 % rispetto a quattro anni fa, rendendo ancora più difficile la gestione dei progetti. Il presidente della Regione, Francesco Acquaroli, ha risposto invitando a “ripensare i servizi”, soprattutto in aree interne e borghi, suggerendo l’ottimizzazione delle strutture sanitarie e dei trasporti pubblici per garantire sostenibilità a lungo termine.
Il caso di Mortara: aumento delle tariffe idriche e investimenti sospesi
Parallelamente alla questione marchigiana, nella provincia di Pavia, il Comune di Mortara ha ricevuto notizia di un nuovo aumento delle tariffe idriche approvato da Pavia Acque. La tariffa crescerà del 3,82 % nel 2026 e raggiungerà il 4 % entro il 2029, per un incremento complessivo del 17 % in quattro anni. L’azienda giustifica questi rincari con la necessità di finanziare 129 opere del valore di 150 milioni di euro, ma le spese di gestione sono passate da 58 milioni nel 2014 a oltre 91 milioni nel 2025, con un picco del 57 % nel 2022 a causa del cari energia. Le criticità remain, infatti, includono progetti ancora inattivi come l’intervento di depurazione a Madonna del Campo e la vasca di raccolta piovana in via Porta di Giove.
Prospettive e richieste concrete
Il dibattito ha evidenziato la necessità di una risposta coordinata tra Stato, Regione e amministrazioni locali. I sindaci chiedono aiuti immediati per far fronte ai costi correnti, mentre la Regione propone una revisione strutturale dei servizi. Nel frattempo, le comunità di Mortara attendono la conferma definitiva dei nuovi canoni idrici e la messa in opera degli interventi promessi, per non subire ulteriori oneri finanziari senza benefici tangibili. La sfida comune è trovare un equilibrio tra investimenti necessari e capacità di carico dei bilanci comunali, evitando che la pressione dei costi comprometta i servizi essenziali per i cittadini.



