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16 Ottobre 2026

Asrem, dubbi sul valore del colloquio per gli incarichi medici

La protesta dei medici nasce dalla proposta Asrem di attribuire il doppio dei punti al colloquio rispetto al curriculum nella scelta dei direttori di UOSD. Il sindacato contesta metodo e correttezza della valutazione.

Asrem, dubbi sul valore del colloquio per gli incarichi medici

L’azienda sanitaria regionale ha proposto una revisione del regolamento per il conferimento degli incarichi dirigenziali che accende un confronto tra la dirigenza aziendale e le organizzazioni sindacali mediche. La novità più controversa è l’introduzione di un colloquio con autonoma valenza selettiva per le nomine dei direttori delle Unità operative semplici dipartimentali (UOSD) con una ripartizione dei punteggi che assegna 40 punti al colloquio e 20 punti al curriculum.

La proposta è stata portata al tavolo delle trattative e ha ricevuto osservazioni formali da più sigle sindacali. La decisione aziendale, se confermata, implicherebbe che la prova orale pesi di fatto il doppio rispetto alla storia professionale documentata dei candidati, sollevando dubbi sul principio della valutazione comparata previsto dal Contratto collettivo nazionale dell’Area Sanità.

Dettagli della proposta Asrem e conseguenze operative

Secondo il testo sottoposto alle organizzazioni sindacali, la procedura per il conferimento degli incarichi di UOSD prevede una componente valutativa basata sul curriculum professionale e formativo e una prova orale con valore selettivo autonomo. La ripartizione indicata—20 punti per il curriculum e 40 punti per il colloquio—ridefinisce il criterio di scelta privilegiando la performance in sede d’esame rispetto alla carriera documentata.

Dal punto di vista operativo, questa scelta può influenzare la trasparenza e la prevedibilità delle nomine: un medico con un curriculum solido potrebbe ritrovarsi sfavorito da un colloquio meno convincente, mentre un candidato con esperienza meno vasta ma abile nell’orale potrebbe risultare vincente. Il sindacato ha sottolineato che la valutazione delle competenze dovrebbe basarsi su elementi verificabili come esperienza, risultati e responsabilità ricoperte, considerati nell’ambito di una valutazione comparata.

Reazioni sindacali: posizioni, verbali e rottura del tavolo

Le sigle rappresentative dei medici hanno formalizzato osservazioni scritte e richiesto l’inserimento delle loro contestazioni a verbale. In particolare, la federazione medica ha espresso la netta contrarietà all’ipotesi che il colloquio possa avere una valenza prevalente nella scelta dei dirigenti, definendola inadeguata rispetto all’obiettivo di una valutazione equa e trasparente.

Azioni e decisione di abbandonare il confronto

Durante l’incontro sindacale la delegazione ha messo a verbale le proprie obiezioni, chiedendo spiegazioni anche sul fatto che la modifica riguardi esclusivamente le UOSD e non le UOS le quali sono regolate dallo stesso articolo del regolamento aziendale e dalla stessa disciplina contrattuale. Non avendo ottenuto concessioni sostanziali e registrando l’assenso su questo punto soltanto da una sigla, la delegazione ha deciso di abbandonare il tavolo in segno di protesta.

La reazione prosegue oltre la contestazione verbale: la federazione ha annunciato che valuterà possibili ulteriori iniziative nelle sedi competenti qualora la modifica venga definitivamente adottata e applicata. Questo lascia aperto lo spettro di ricorsi o azioni contrattuali, nel tentativo di preservare il principio che la selezione per incarichi dirigenziali debba basarsi primariamente su una comparazione oggettiva dei percorsi professionali.

Riferimenti contrattuali e punto di vista del sindacato

Il Contratto collettivo nazionale dell’Area Sanità stabilisce che il conferimento degli incarichi passi attraverso una valutazione comparata dei curricula formativi e professionali, nella quale devono essere valutate anche le attitudini e capacità professionali. Il sindacato sostiene che l’autonomia aziendale nell’elaborare criteri e procedure non può tradursi in una modifica che contraddica la ratio del contratto nazionale, ovvero la prevalenza di elementi documentati e comparabili.

Inoltre, viene sollevata la questione della coerenza regolamentare: se UOS e UOSD sono governate dallo stesso articolo del regolamento aziendale, non appare chiaro il motivo per cui la novità riguardi soltanto le UOSD. Per i medici coinvolti e per chi aspira a ruoli di responsabilità, la disputa non è circoscritta a un singolo incarico, ma riguarda il metodo con cui saranno giudicati in futuro.

La vicenda rimane aperta: l’azienda ha espresso l’intenzione di procedere con la modifica, mentre i rappresentanti sindacali hanno già predisposto osservazioni ufficiali e si riservano di intraprendere ulteriori azioni se il nuovo criterio verrà applicato. Nel frattempo la questione solleva un più ampio dibattito su come bilanciare valutazione documentale e valutazione orale nelle procedure concorsuali per le posizioni dirigenziali in sanità.

Sofia Ricci
Autore

Sofia Ricci

Sofia Ricci, giornalista specializzata in formazione e sviluppo di carriera, guida studenti e professionisti tra percorsi di studio, competenze richieste dal mercato e strategie di crescita professionale.