Nel periodo 2024-2026 la Sardegna ha vissuto una trasformazione significativa del mercato del lavoro. I dati diffusi dall’ISTAT evidenziano un costante aumento della partecipazione, con un salto evidente nel secondo trimestre del 2026. Questo balzo è legato a una serie di interventi strutturali promossi dalla Giunta regionale, che hanno favorito sia la domanda di lavoro da parte delle imprese sia la riattivazione di persone precedentemente inattive.
Il contesto regionale, caratterizzato da un tessuto produttivo tradizionalmente legato al turismo e all’agricoltura, ha beneficiato di risorse finanziarie mirate e di una riforma delle politiche attive. Il risultato è una crescita complessiva dell’occupazione che supera le aspettative nazionali, avvicinando la Sardegna alla media italiana per quanto riguarda il tasso di attività.
Il tasso di attività sale al 67,3% nel secondo trimestre 2026
Nel 2024 la percentuale di persone occupate o in cerca di lavoro era del 63,1%. L’anno successivo è aumentata al 64,4% e, nel corso del 2026, ha toccato il 67,3% il valore più alto registrato in questo triennio. Questo dato, superiore alla media nazionale indica che una quota maggiore della popolazione in età lavorativa è attivamente coinvolta nel mercato del lavoro. L’impennata è stata particolarmente marcata durante i mesi estivi, periodo in cui le attività turistiche hanno offerto numerose opportunità temporanee, che si sono poi tradotte in posizioni più stabili.
Le misure della Giunta regionale
L’assessora al Lavoro, Desirè Manca, ha sottolineato che il risultato è il frutto di interventi mirati come incentivi per contratti a tempo indeterminato, finanziamenti per la formazione professionale e programmi di riattivazione per i soggetti inattivi. La presidente della Regione, Alessandra Todde, ha ribadito che la priorità è garantire lavoro stabile e non solo occupazione marginale, sostenendo le imprese con agevolazioni fiscali e investimenti diretti nei settori chiave.
Occupazione in crescita: quasi 34mila persone in più rispetto al 2024
Nel secondo trimestre del 2026 il numero totale di occupati è salito a 619.5 mila unità rispetto alle 585.6 mila del medesimo periodo del 2024. L’incremento di quasi 34 mila persone rappresenta un +5,8% in appena due anni. Parallelamente, la forza lavoro complessiva è cresciuta da 638.8 mila a 680.9 mila unità, segnale che l’economia sarda sta riuscendo ad assorbire nuovi lavoratori senza creare una pressione eccessiva sul mercato.
Riduzione degli inattivi e ripresa della domanda di lavoro
Un altro indicatore cruciale è la flessione del numero di inattivi, passato da 371.0 mila a 318.8 mila, con il tasso di inattività che è sceso dal 37,4% al 32,7%. Questo calo riflette il ritorno di persone che, dopo un periodo di inattività volontaria, hanno ricominciato a cercare impiego, alimentando così la pressione sulla domanda di posti di lavoro. Anche il tasso di disoccupazione, sebbene sia leggermente aumentato al 9,3% nel 2025 rispetto all’8,3% del 2024, è interpretato come un effetto tecnico dovuto al reinserimento di ex-cercatori nel mercato.
Guardando al futuro, l’amministrazione regionale punta a consolidare questi risultati, puntando su occupazione di qualità e su una più ampia diffusione di contratti a tempo indeterminato. La sfida sarà mantenere il ritmo di crescita, garantendo al contempo che i nuovi posti di lavoro siano ben retribuiti e sostenibili nel tempo.



