Il sistema universitario italiano sta per vivere una trasformazione radicale nel campo dell’ingegneria. A partire dal prossimo anno accademico, la laurea abilitante sostituirà l’attuale esame di Stato diventando l’unico requisito per l’iscrizione all’albo degli ingegneri. La decisione è stata presa dal tavolo tecnico del Ministero dell’Università e della Ricerca, che concluderà i lavori a metà ottobre per poi emettere i decreti attuativi. L’obiettivo è rendere più lineare il percorso formativo, integrando un tirocinio pratico-valutativo direttamente nel percorso di studi.
Come funziona la laurea abilitante per i diversi gruppi di studenti
Gli studenti già iscritti a una laurea magistrale in ingegneria non saranno obbligati a modificare il loro percorso: potranno concludere con l’attuale esame di Stato. Tuttavia, chi avvierà il biennio finale dopo l’entrata in vigore della riforma potrà scegliere l’opzione della laurea abilitante, svolgendo il tirocinio tra il quarto e il quinto anno di studi. Per i laureati magistrali che non hanno ancora aderito all’albo, il vecchio esame rimarrà disponibile, ma si tratterà di casi residuali che si ridurranno progressivamente nel tempo.
Impatto sui laureati junior e sulla sezione B dell’albo
La riorganizzazione dell’albo comporterà il passaggio da tre a cinque settori, tutti riservati ai soli laureati magistrali. I nuovi settori saranno: ingegneria civile e ambientaleindustrialedell’informazionebiomedica e clinica e gestionale. La tradizionale sezione B, dedicata agli ingegneri junior, verrà gradualmente chiusa; rimarrà aperta solo per i titolari iscritti prima dell’adozione della riforma. Da quel momento in poi non sarà più possibile accedervi.
Riorganizzazione dell’albo: nuovi settori e continuità dei diritti
Il nuovo assetto dell’albo è concepito per garantire una coerenza maggiore tra la formazione e la pratica professionale. Ogni settore sarà concepito per accogliere esclusivamente chi ha conseguito la laurea magistrale abilitante. Gli ingegneri che hanno sostenuto l’esame di Stato prima dell’entrata in vigore della riforma manterranno i loro diritti: potranno comunque esercitare la professione e, in alcuni casi, saranno previste procedure di transizione per accedere a settori diversi da quello di appartenenza originario.
Esempio concreto: la cerimonia di laurea al Campus di Cremona
Il 30 settembre 2026, al Campus di Cremona del Politecnico di Milano, 33 studenti hanno festeggiato la conclusione della laurea triennale in ingegneria. Nove-dici della laurea in Ingegneria Gestionale e quattordici in Ingegneria Informatica hanno presentato project work sviluppati in collaborazione con imprese locali, affrontando tematiche quali digitalizzazione, logistica, analisi dati, sostenibilità e ottimizzazione dei processi. Questi progetti, benché realizzati per la laurea triennale, dimostrano già l’importanza di collegare teoria e pratica, un principio che la nuova laurea abilitante vuole codificare a livello nazionale.
Alcuni dei laureati, come Alessandro Bini, hanno valorizzato i Percorsi di Eccellenza svolgendo tirocini in aziende cremonesi, mentre altri, come Filippo Depetri, hanno ricoperto ruoli di leadership in associazioni studentesche, organizzando seminari e viaggi culturali. L’esperienza di Marco Carabelli, rappresentante studentesco, evidenzia come la partecipazione attiva possa arricchire il percorso formativo, preparando gli studenti non solo al contenuto tecnico ma anche alle competenze trasversali richieste dal mercato del lavoro.



