Il teatro Mercadante di Napoli ha ospitato la serata più attesa dell’anno gastronomico: la premiazione di 50 Top Pizza World 2026. L’evento, trasmesso in streaming sui principali canali social, ha riunito chef, giornalisti e appassionati da tutti i continenti per celebrare l’arte della pizza, dalla tradizione napoletana alle sperimentazioni più audaci.
Il vincitore assoluto: Napoli on the Road a Londra
Al primo posto si aggiudica Napoli on the Road gestita da Michele Pascarella nella capitale britannica. La pizzeria ha conquistato la giuria grazie a un impasto a lunga fermentazione, cottura in forno a legna importato da Napoli e ingredienti rigorosamente DOP. Il connubio tra fedeltà alla tradizione partenoffa e capacità di reinterpretare i gusti locali ha rappresentato il criterio vincente dell’anno.
Le posizioni di prestigio nella top ten
Al secondo posto si trova Una Pizza Napoletana di Anthony Mangieri a New York, riconosciuta per la sua crust ultra-croccante e la selezione di pomodori San Marzano. Il terzo è Confine di Francesco Capece e Mario Ventura a Milano, nota per la sua pizza “bicolore” che alterna mozzarella di bufala e provola affumicata. In quarta posizione, in parità, registriamo I Masanielli di Francesco Martucci a Caserta e Seu Pizza Illuminati di Pier Daniele Seu a Roma, entrambe celebranti l’uso di farine biologiche. La quinta posizione è condivisa da Pizzeria Sei di William Joo a Los Angeles e Tony’s Pizza Napoletana di Tony Gemignani a San Francisco, due realtà statunitensi che hanno rielaborato il concetto di pizza artigianale con tecniche di cottura a 500 °C.
Pizzerie toscane tra le cento migliori
Anche la Toscana è presente nella classifica globale: a Firenze si distingue La Notizia**,*** un locale che combina l’autenticità del impasto napoletano con condimenti tipici toscani, come il pecorino pecorino e la salsiccia di cinghiale. A Milano, I Tigli** offre una versione “gourmet” della margherita, arricchita da basilico fresco coltivato in serra verticale. Altri esempi includono La Fenice di Pistoia, premiata per la migliore soddisfazione del cliente, e Modus di Milano, riconosciuta per il design innovativo del proprio forno. Queste eccellenze dimostrano che la tradizione pizzaiola si sta radicando profondamente anche nella regione centro-settentrionale.
Premi speciali dell’edizione 2026
Oltre alla classifica principale, la cerimonia ha attribuito numerosi premi speciali. Il Pizza Maker of the Year è stato assegnato a Daniel Semrani di gigi’s a Sydney, mentre la Pizza of the Year ha premiato la variante “Pomodori” di QT Pizza Bar a San Paolo. Altri riconoscimenti includono il Best Pasta Proposal per Pasquale’s a South Kingstown, il Best Cocktail List per Audace a New York e il Made in Italy per Sapori Italiani U Taliana a Bratislava. Questi premi sottolineano l’attenzione dell’evento non solo alla pizza, ma anche all’intera cultura gastronomica associata.
Dati della classifica: distribuzione geografica
La lista finale comprende 36 paesi. L’Italia domina con 31 locali, seguita dagli Stati Uniti con 22 e dal Brasile con 6. Le città con il maggior numero di rappresentanti sono New York (7), Napoli (6) e San Paolo (5). Questa distribuzione conferma come la pizza abbia lasciato il segno in ogni angolo del pianeta, trasformandosi da piatto locale a fenomeno globale.



