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15 Settembre 2026

Mercato del lavoro Italia: occupazione, disoccupazione e inattività dal 2021 al 2026

Negli ultimi cinque anni il mercato del lavoro italiano ha mostrato una crescita significativa, con tassi di occupazione in aumento e una riduzione della disoccupazione. Scopri i dettagli delle trasformazioni in corso.

Mercato del lavoro Italia: occupazione, disoccupazione e inattività dal 2021 al 2026

Negli ultimi cinque anni, il mercato del lavoro italiano ha subito trasformazioni significative, segnando un trend positivo che ha interessato diverse fasce d’età e tipologie contrattuali. Secondo i dati dell’Istat tra il 2021 e il 2026 si è registrata una crescita complessiva del tasso di occupazione, accompagnata da una riduzione della disoccupazione e dell’inattività.

Questa evoluzione è il risultato di una serie di fattori, tra cui le politiche previdenziali, l’invecchiamento demografico e le trasformazioni economiche. Tuttavia, non tutte le fasce d’età hanno beneficiato in ugual misura di questa ripresa, con i giovani che mostrano dinamiche differenti rispetto agli adulti e agli anziani.

La crescita dell’occupazione e la riduzione della disoccupazione

Tra il 2021 e il 2026, il tasso di occupazione per la popolazione tra i 15 e i 64 anni è aumentato dal 59,0% al 63,1%, con un incremento di 4,1 punti percentuali. Questo miglioramento è stato accompagnato da una riduzione del tasso di disoccupazione, passato dal 10,1% al 5,6%, e da una diminuzione del tasso di inattività, sceso dal 34,3% al 32,5%.

La crescita occupazionale ha interessato tutte le classi di età, ma con intensità differenti. In particolare, la fascia d’età 50-64 anni ha registrato l’incremento più significativo, con un aumento del tasso di occupazione di 7,8 punti percentuali. Questo trend è stato influenzato dall’invecchiamento demografico e dalle riforme pensionistiche, che hanno prolungato la permanenza degli individui nel mercato del lavoro.

Le dinamiche occupazionali per fascia d’età

L’analisi per fasce d’età rivela differenze significative. Tra i 55-64enni, il tasso di occupazione è passato dal 54,1% al 59,0%, mentre tra i 35-54enni è aumentato dal 73,4% al 76,7%. Anche i giovani tra i 15 e i 34 anni hanno visto un miglioramento, con un tasso di occupazione salito dal 41,7% al 44,9%. Tuttavia, la fascia giovanile ha mostrato anche un aumento dell’inattività, in parte dovuto all’innalzamento dei livelli di istruzione che ritarda l’ingresso nel mercato del lavoro.

Un altro fattore chiave è stato l’innalzamento dell’età pensionabile che ha contribuito a mantenere nel mercato del lavoro un numero maggiore di individui più anziani. Questo fenomeno ha avuto un impatto significativo sulla struttura demografica del Paese, con un aumento della numerosità delle persone ultracinquantenni e una diminuzione della popolazione nelle classi di età inferiori ai 50 anni.

Le trasformazioni contrattuali e il ruolo delle imprese

Nel secondo trimestre del 2026, il numero di occupati ha raggiunto i 24 milioni e 363 mila unità, con un aumento del 1,0% rispetto all’anno precedente. Questo incremento ha coinvolto sia i dipendenti a tempo indeterminato, che sono aumentati dell’1,0%, sia gli indipendenti, che hanno registrato una crescita del 2,4%. Al contrario, i dipendenti a termine hanno subito un calo dell’1,2%.

Dal lato delle imprese, le posizioni lavorative dipendenti hanno mostrato una dinamica positiva, con un aumento dello 0,3% rispetto al trimestre precedente. La quota dei part-time si è attestata al 28,9%, mentre le posizioni in somministrazione hanno registrato un incremento del 2,0% sul trimestre precedente e del 3,0% su base annua. Il costo del lavoro per Unità di lavoro equivalente a tempo pieno (Ula) è continuato a crescere, sostenuto dalla crescita sia delle retribuzioni sia dei contributi sociali.

La riduzione del numero di inattivi registrata nel secondo trimestre del 2026 è stata dovuta in particolare alla diminuzione degli scoraggiati, ovvero quanti non cercano un impiego perché ritengono di non riuscire a trovarlo, e di quanti non cercano lavoro per motivi familiari. Tuttavia, prosegue l’aumento di coloro che sono in attesa degli esiti di passate azioni di ricerca e di quanti sono in pensione o non interessati a lavorare.

Tuttavia, le dinamiche differenziate per fascia d’età e le trasformazioni contrattuali richiedono un’attenzione particolare per garantire un mercato del lavoro inclusivo e sostenibile.

Paolo Mariani
Autore

Paolo Mariani

Paolo Mariani, giornalista esperto di mercato del lavoro e politiche occupazionali, racconta contratti, carriere e trasformazioni del mondo professionale con taglio pratico e attento ai diritti dei lavoratori.