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10 Settembre 2026

Lavoro stabile in provincia di Brescia: le differenze tra uomini e donne nel 2025

Le donne in provincia di Brescia continuano a essere penalizzate nella stabilizzazione lavorativa, con differenze significative negli avviamenti e nelle trasformazioni a tempo indeterminato.

Lavoro stabile in provincia di Brescia: le differenze tra uomini e donne nel 2025

Il mercato del lavoro in provincia di Brescia continua a mostrare forti disparità di genere, soprattutto quando si parla di stabilizzazione dei rapporti di lavoro. Questo fenomeno, già noto, assume una connotazione ancora più critica se si analizzano le dinamiche di trasformazione dei contratti a tempo indeterminato. Le ragioni di queste differenze sono molteplici e spesso legate a fattori strutturali come la concentrazione del lavoro femminile nei servizi e le responsabilità di cura familiare, che influenzano significativamente le opportunità di accesso a un’occupazione a tempo pieno.

I numeri degli avviamenti nel 2025

Nel 2025, in provincia di Brescia, si sono registrati complessivamente 213.305 avviamenti al lavoro. Di questi, 121.499 hanno riguardato uomini, pari al 57%, mentre le donne hanno rappresentato il 43% con 91.806 avviamenti. Questi dati evidenziano una disparità di genere già nella fase iniziale dell’inserimento lavorativo.

Le trasformazioni a tempo indeterminato

Se si osservano le trasformazioni dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato, il divario diventa ancora più marcato. Su un totale di 20.629 trasformazioni, ben 12.490 hanno riguardato uomini, pari al 60,5%, mentre solo 8.139 donne, pari al 39,5%. Questo dato indica che le donne non solo sono meno presenti nelle trasformazioni a tempo indeterminato, ma quando raggiungono la stabilizzazione, lo fanno molto più frequentemente attraverso contratti part-time.

La tipologia oraria dei contratti

Un’analisi più approfondita rivela che per le donne circa il 64% delle trasformazioni riguarda contratti part-time, mentre solo il 36% riguarda contratti full-time. Per gli uomini, il quadro è opposto: il 79,5% delle trasformazioni riguarda rapporti a tempo pieno e solo il 20,5% part-time. Questo conferma che le donne, oltre a essere meno presenti nelle trasformazioni a tempo indeterminato, quando ottengono la stabilizzazione, lo fanno in condizioni meno favorevoli rispetto agli uomini.

Questi dati, basati su un’analisi del Dipartimento Mercato del Lavoro della CISL Brescia, mettono in luce una realtà complessa e articolata, che richiede interventi mirati per garantire pari opportunità nel mercato del lavoro. Le disparità di genere, infatti, non solo persistono, ma si accentuano nelle fasi cruciali della stabilizzazione occupazionale, influenzando significativamente le prospettive lavorative delle donne.

Luca Ferrari
Autore

Luca Ferrari

Luca Ferrari, giornalista di economia del lavoro e risorse umane, analizza organizzazione aziendale, welfare e diritto del lavoro con uno sguardo alle dinamiche tra imprese e dipendenti.