In un contesto economico sempre più complesso, i giovani laureati in Basilicata si trovano ad affrontare una realtà lavorativa contraddittoria. Da un lato, i dati mostrano tassi di occupazione incoraggianti, dall’altro, le retribuzioni rimangono significativamente al di sotto della media nazionale. Questo scenario solleva importanti interrogativi sulle politiche del lavoro e sulla capacità di trattenere i talenti nel territorio.
La situazione è resa ancora più critica dalla richiesta di esperienza professionale, un requisito che spesso si scontra con la mancanza di opportunità concrete per i neolaureati. In questo articolo, esploreremo i dati più recenti, le testimonianze degli esperti e le proposte avanzate per migliorare la qualità del lavoro e delle retribuzioni in Basilicata.
Dati occupazionali e retribuzioni in Basilicata
Nel 2026, l’Università degli Studi della Basilicata ha registrato 759 giovani laureati, di cui 400 con una laurea di primo livello e 359 con una laurea magistrale. A un anno dal conseguimento del titolo, il tasso di occupazione per i laureati di primo livello si attesta al 61%, con una retribuzione media di circa 1.212 euro netti mensili, contro i 1.491 euro della media nazionale.
Anche i laureati magistrali mostrano un tasso di occupazione del 76% a un anno dalla laurea, ma con una retribuzione media di 1.419 euro netti mensili, inferiore alla media nazionale di 1.495 euro. A cinque anni dalla laurea magistrale, il tasso di occupazione sale al 92%, ma la retribuzione media rimane inferiore al dato nazionale, con 1.711 euro contro 1.903 euro.
Le parole di Gerardo de Grazia
Gerardo de Grazia, Segretario regionale della Confsal Basilicata, sottolinea che il problema non è solo creare occupazione, ma occupazione di qualità. “Non possiamo considerare normale che un giovane che ha investito anni nello studio debba entrare nel mercato del lavoro attraverso tirocini sottopagati, contratti precari o retribuzioni che non consentono una reale autonomia”, afferma de Grazia.
La struttura della domanda di lavoro in Basilicata
Le previsioni Excelsior evidenziano una limitata richiesta di personale laureato nella regione, mentre una larga parte delle assunzioni programmate riguarda contratti a termine. A questo si aggiunge la richiesta di esperienza professionale specifica, che rischia di creare un paradosso: si chiede esperienza proprio a chi dovrebbe avere la possibilità di iniziare il proprio percorso professionale.
“È proprio qui che si crea il cortocircuito”, continua de Grazia. “Da una parte chiediamo ai nostri ragazzi di studiare, specializzarsi e acquisire competenze; dall’altra, quando arrivano sul mercato del lavoro, ci troviamo davanti a un sistema che offre poche opportunità coerenti con la formazione ricevuta e spesso pretende esperienza da chi è appena uscito dall’università.”
Le proposte della Confsal Basilicata
La Confsal Basilicata ha avanzato diverse proposte concrete alla Regione per affrontare queste problematiche. Tra queste, la realizzazione di un database regionale delle competenze uno strumento che consenta di conoscere e valorizzare le professionalità presenti sul territorio, mettendole in relazione con i percorsi formativi, i fabbisogni delle imprese e le opportunità occupazionali.
Un sistema di questo tipo, secondo la Confsal, consentirebbe di programmare meglio le politiche attive del lavoro, orientare la formazione verso le reali esigenze produttive e creare un collegamento più efficace tra università, giovani e imprese. Inoltre, la Confsal ha proposto la sottoscrizione del ‘Protocollo Basilicata 2026–2036. Patto per lo Sviluppo, il Lavoro e le Future Generazioni’ un patto decennale capace di mettere attorno allo stesso tavolo Regione, parti sociali, sistema delle imprese, università e istituzioni.
“Gli incentivi alle assunzioni possono rappresentare uno strumento utile, ma non possono diventare l’unica risposta”, sottolinea de Grazia. “Serve una strategia complessiva che colleghi università, formazione, imprese e politiche del lavoro. Dobbiamo incentivare le assunzioni stabili, favorire il ricambio generazionale, sostenere le imprese che investono in ricerca e innovazione e aumentare la domanda di lavoro qualificato.”
La Confsal Basilicata ribadisce quindi la necessità di aprire un confronto con la Regione, il sistema universitario, le imprese e le altre parti sociali per costruire una vera strategia di sviluppo che possa trattenere i giovani nel territorio e offrire loro opportunità lavorative dignitose.



