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19 Agosto 2026

Femminicidio è la parola più cercata su Treccani nel 2026: ecco la classifica

Femminicidio è la parola più cercata su Treccani nel 2026, seguita da maranza e fake news. La classifica riflette le trasformazioni sociali e culturali del nostro tempo

Femminicidio è la parola più cercata su Treccani nel 2026: ecco la classifica

Nel 2026, il portale ha registrato un interessante fenomeno linguistico: alcune parole hanno dominato le ricerche degli utenti, riflettendo le trasformazioni sociali e culturali del nostro tempo. In testa alla classifica troviamo termini che raccontano storie di violenza, cambiamenti urbani e nuove professioni digitali.

Questa tendenza non solo rivela le preoccupazioni attuali della società italiana, ma anche l’evoluzione del linguaggio quotidiano, influenzato dai media, dai social network e dalle nuove abitudini.

Femminicidio: la parola che definisce una tragedia sociale

Al primo posto della classifica delle parole più cercate su Treccani nel 2026 troviamo femminicidio. Questo termine, entrato nel vocabolario Treccani come parola dell’anno 2026, indica l’uccisione di una donna da parte di un uomo, spesso il marito o il compagno, all’interno di una cultura in cui le donne vengono spesso oppresse e sottoposte a violenza per il loro genere.

La diffusione di questo termine risponde alla necessità di nominare con precisione un fenomeno drammatico che affonda le sue radici nel maschilismo e nella cultura della discriminazione e della sottomissione femminile. Le donne che si ribellano al ruolo sociale loro imposto dal marito, dal padre o dal fidanzato vengono maltrattate o uccise.

Maranza e fake news: due facce della stessa medaglia

Al secondo posto della classifica troviamo maranza un termine che ha subito un’evoluzione semantica significativa. Negli anni Ottanta e Novanta, indicava un abitante delle periferie urbane, spesso rozzo e che cercava di mettersi in mostra. Oggi, invece, descrive giovani appartenenti a gruppi di strada chiassosi e prepotenti, riconoscibili per il loro abbigliamento vistoso e il linguaggio volgare.

Al terzo posto, troviamo fake news un’espressione inglese ormai entrata nell’uso comune per indicare informazioni false diffuse intenzionalmente, soprattutto attraverso internet e i social media. Questo termine riflette l’impatto dei social network sulla diffusione di notizie false e la necessità di essere critici e consapevoli nel valutare le informazioni che riceviamo.

Overtourism e influencer: le nuove sfide del mondo moderno

Tra i termini più cercati troviamo anche overtourism che indica il sovraffollamento turistico in alcune località e periodi dell’anno. Questo fenomeno può causare danni ai monumenti e all’ambiente, oltre a disagi per i residenti. La parola è passata dal lessico specialistico a quello giornalistico e istituzionale, riflettendo una crescente preoccupazione per l’impatto del turismo di massa.

Un altro termine legato alle nuove professioni è influencer che indica una persona popolare sui social network in grado di influenzare i comportamenti, le scelte e gli acquisti di un certo pubblico. A questa figura è strettamente collegato il termine follower che definisce gli utenti che seguono un determinato profilo o personaggio sui social.

Smart working, rider, meme e selfie: le parole della vita quotidiana

Tra i neologismi più recenti troviamo smart working un termine che indica una modalità di organizzazione del lavoro caratterizzata da maggiore flessibilità. Questo termine è diventato di uso corrente soprattutto durante la pandemia, riflettendo un cambiamento significativo nelle abitudini lavorative.

Altri termini che hanno conquistato il lessico quotidiano sono rider che indica chi effettua consegne a domicilio, soprattutto di cibo, utilizzando una bicicletta o un altro mezzo di trasporto; meme un contenuto che si trasmette da una persona all’altra tramite i social media, diventando virale; e selfie l’autoscatto realizzato con la fotocamera di uno smartphone o di una webcam e spesso condiviso sui social network.

Luca Ferrari
Autore

Luca Ferrari

Luca Ferrari, giornalista di economia del lavoro e risorse umane, analizza organizzazione aziendale, welfare e diritto del lavoro con uno sguardo alle dinamiche tra imprese e dipendenti.