Bari non molla la presa e continua a sognare di ospitare gli Europei di calcio del 2032. Il sindaco Vito Leccese ha formalizzato la candidatura della città alla Figc, ma per realizzare questo progetto ambizioso servono risorse e investimenti significativi. Lo stadio San Nicola, simbolo del calcio barese, necessita di una profonda ristrutturazione per essere all’altezza degli standard richiesti dall’Uefa.
La lettera inviata dal sindaco Leccese alla Figc entro il 31 luglio ripercorre il lavoro svolto dal Comune negli ultimi anni. Bari ha aderito al percorso promosso dalla Figc sin dal 2026, ha predisposto un dossier tecnico trasmesso alla Uefa e ha partecipato attivamente ai tavoli di lavoro per valutare gli interventi necessari. Tuttavia, il percorso non è privo di ostacoli.
I lavori necessari allo stadio San Nicola
La ristrutturazione dello stadio San Nicola è un’impresa complessa. Secondo le valutazioni dei tecnici comunali, gli interventi richiesti comporterebbero una modifica sostanziale dell’attuale struttura. Inoltre, per avviare i lavori sarebbero necessari circa 600 giorni oltre alla fase di progettazione. Il vincolo autoriale che insiste sullo stadio aggiunge un ulteriore livello di complessità al progetto.
Il sindaco Leccese ha sottolineato nella lettera la necessità di un percorso sostenibile sotto il profilo economico. L’amministrazione comunale ha più volte rappresentato l’esigenza di un congruo sostegno finanziario o, in alternativa, di un partenariato pubblico-privato. Senza un finanziamento specifico, risulterebbe impossibile finanziare con risorse comunali questo intervento.
La ricerca di investimenti e collaborazioni
Nonostante le difficoltà, il Comune di Bari è determinato a proseguire nel percorso di candidatura. Il sindaco Leccese ha ribadito la piena disponibilità del Comune a collaborare con la Figc e con il comitato organizzatore in tutte le successive fasi del progetto. L’obiettivo è individuare gli strumenti finanziari e amministrativi necessari per consentire a Bari di ospitare una manifestazione di così grande rilievo internazionale.
La candidatura di Bari per Euro 2032 si inserisce in un contesto più ampio. Tredici città italiane, con un totale di sedici stadi, hanno presentato la loro documentazione alla Figc. Tra queste, oltre a Bari, ci sono Bologna, Cagliari, Firenze, Genova, Lecce, Milano, Napoli, Roma, Salerno, Torino e Verona. La Figc esaminerà i dossier per accertare il rispetto degli standard infrastrutturali, autorizzativi, finanziari e organizzativi richiesti.
Le sfide delle altre città
Ogni città candidata ha le sue peculiarità e sfide. Roma, ad esempio, ha presentato non solo il rinnovato Olimpico ma anche il nuovo stadio dei giallorossi a Pietralata. Napoli punta sul nuovo Maradona e su uno stadio di proprietà del club azzurro. Torino può contare sull’Allianz Stadium, che risponde già a tutti i requisiti richiesti dalla Uefa. Firenze sta lavorando al restyling del Franchi, mentre Milano punta sul nuovo San Siro.
Palermo è stata una delle ultime a presentare la candidatura, con un progetto di riqualificazione dello Stadio Renzo Barbera sviluppato insieme allo studio internazionale Populous. Il ministro per lo sport Andrea Abodi ha sottolineato l’importanza di questa trasformazione epocale per il sistema calcistico nazionale, con un indotto stimato tra gli 800 milioni e il miliardo di euro per chi ospiterà le gare.
Il Comune è pronto a collaborare con tutte le parti coinvolte per realizzare questo progetto ambizioso e portare Bari sotto i riflettori del calcio internazionale.



