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21 Luglio 2026

Nuove regole per la contrattazione di prossimità: cosa cambia nel 2026

Il decreto lavoro del 2026 introduce importanti novità per la contrattazione di prossimità, con obblighi di deposito e informazione che cambiano il panorama della contrattazione collettiva

Il panorama della contrattazione di prossimità in Italia è stato recentemente ridefinito dal decreto lavoro del 1° maggio 2026. Questa riforma introduce significative novità che impattano sia le aziende che i lavoratori, con particolare attenzione alla trasparenza e alla tracciabilità degli accordi.

La contrattazione di prossimità permette a accordi aziendali o territoriali di derogare, entro certi limiti, a disposizioni di legge e ai contratti collettivi nazionali. Tuttavia, le nuove disposizioni mirano a garantire che tali deroghe siano chiare e verificabili.

Obblighi di deposito e informazione

Una delle principali novità riguarda l’obbligo di deposito dei contratti di prossimità presso il Ministero del lavoro e l’Archivio nazionale dei contratti e degli accordi collettivi del CNEL. Questo archivio, istituito con l’intesa tra Ministero del lavoro e CNEL, rappresenta un passo fondamentale per la trasparenza nella contrattazione collettiva.

Per le imprese con meno di quindici dipendenti, gli accordi che prevedono trattamenti peggiorativi devono essere sottoscritti presso l’Ispettorato territoriale del lavoro competente. Inoltre, i lavoratori interessati devono essere informati per iscritto delle modifiche.

Impatti pratici e giuridici

Le nuove disposizioni non si limitano a introdurre adempimenti formali, ma incidono direttamente sulla possibilità di invocare deroghe. Un punto cruciale riguarda la validità degli accordi non depositati. Sebbene il mancato deposito non renda nullo l’accordo, esso impedisce che la deroga sia opponibile a terzi.

Secondo il report del Ministero del lavoro aggiornato al 15 giugno 2026, sono già presenti nell’archivio 4.089 contratti di prossimità, con una prevalenza nel Sud Italia. Questo dato sottolinea l’importanza di rendere tracciabili e verificabili le deroghe, che possono incidere su aspetti retributivi e normativi.

Il trattamento economico complessivo (TEC)

Il decreto lavoro del 2026 introduce anche il concetto di trattamento economico complessivo (TEC) che comprende tutte le voci retributive fisse e continuative definite dai contratti collettivi nazionali. Questo include mensilità aggiuntive, indennità fisse e prestazioni di welfare contrattuale.

Il TEC è una condizione essenziale per accedere ai nuovi bonus assunzione previsti dal decreto, come gli esoneri contributivi per chi assume giovani under 35, donne e nelle aree della Zes Unica. La definizione del TEC è stata chiarita dalla legge di conversione del decreto e da un accordo tra le associazioni datoriali.

Le nuove disposizioni mirano a garantire che la contrattazione di prossimità sia trasparente e tracciabile, evitando che le deroghe possano essere utilizzate per eludere il sistema contrattuale nazionale. Questo approccio rafforza il ruolo dei contratti collettivi sottoscritti da attori realmente rappresentativi, in linea con la ratio legislativa complessiva.

Andrea Innocenti
Autore

Andrea Innocenti

Andrea Innocenti ha coordinato dall'estero il rientro di una cronista napoletana durante una crisi diplomatica, gestendo contatti con consolati; è corrispondente esteri che definisce linee editoriali sulla geopolitica. Nato a Napoli, parla dialetto locale e mantiene rapporti con ONG partenopee.