Il mercato del lavoro italiano continua a mostrare segnali di vitalità. I dati più recenti, relativi al primo trimestre del 2026, rivelano una dinamica positiva che coinvolge diverse tipologie contrattuali. L’INPS attraverso il suo Osservatorio sul mercato del lavoro, ha analizzato i flussi di assunzioni e cessazioni, offrendo un quadro dettagliato delle tendenze in corso.
La crescita occupazionale è trainata principalmente dai contratti a tempo indeterminato che rappresentano la componente più significativa della variazione tendenziale. Tuttavia, anche altre forme di impiego stanno registrando un aumento, contribuendo a un panorama del lavoro in evoluzione.
La crescita dei contratti a tempo indeterminato
I contratti a tempo indeterminato continuano a dominare la scena, con un saldo positivo di 278.000 rapporti di lavoro nel corso dell’anno. Questo dato riflette una preferenza crescente per le forme di impiego stabili, sia da parte dei datori di lavoro che dei lavoratori. La stabilità offerta da questi contratti rappresenta un fattore chiave per la crescita occupazionale.
Tuttavia, non tutti i tipi di contratti a tempo indeterminato stanno registrando la stessa performance. Ad esempio, i contratti in somministrazione a tempo indeterminato hanno subito una flessione del 43% nelle assunzioni rispetto al 2026. Questo calo è compensato, in parte, dall’aumento delle assunzioni a termine, che sono cresciute del 6%.
Le dinamiche delle altre tipologie contrattuali
Oltre ai contratti a tempo indeterminato, anche altre forme di impiego stanno registrando variazioni significative. I contratti intermittenti e stagionali hanno visto un incremento rispettivamente di 39.000 e 28.000 unità. Questi dati indicano una domanda crescente per lavori flessibili, che rispondono a esigenze stagionali o a picchi di attività.
I contratti a tempo determinato e in apprendistato hanno registrato un calo, con una diminuzione rispettivamente di 21.000 e 16.000 unità. Questo trend potrebbe riflettere una maggiore attenzione verso la stabilità occupazionale, o una riduzione delle opportunità formative.
Le trasformazioni e le cessazioni
Le trasformazioni a tempo indeterminato di rapporti di lavoro a termine sono state 202.000 nel primo trimestre del 2026, con una diminuzione di 15.000 unità rispetto allo stesso periodo del 2026. Questo dato suggerisce una leggera riduzione nella conversione dei contratti a termine in stabili.
Le cessazioni nel primo trimestre del 2026 sono state 1.527.000 con una riduzione di 17.000 unità rispetto all’anno precedente. La diminuzione delle cessazioni ha riguardato principalmente i contratti a tempo determinato, indeterminato e in apprendistato, mentre sono aumentate le cessazioni dei rapporti intermittenti, in somministrazione e stagionali.
Le agevolazioni ai rapporti di lavoro
Le attivazioni di rapporti di lavoro incentivati nel primo trimestre del 2026 hanno registrato una significativa contrazione del 33% rispetto allo stesso periodo del 2026. Questa flessione interessa tutte le principali misure agevolative, con una riduzione più marcata per l’esonero giovani (-54,8%) e una contrazione più contenuta per l’incentivo donne (-2,4%).
Questo andamento è riconducibile, in larga misura, al fatto che nel primo trimestre del 2026 non erano state ancora pubblicate le circolari attuative delle misure prorogate per l’anno 2026 ai sensi del d.l. 62/2026. La mancanza di chiarezza normativa potrebbe aver influenzato le decisioni dei datori di lavoro.
Il lavoro occasionale
Il lavoro occasionale continua a rappresentare una componente significativa del mercato del lavoro. A marzo 2026, i lavoratori impiegati con Contratti di Prestazione Occasionale (CPO) erano circa 19.000 unità, con un aumento del 3% rispetto allo stesso mese del 2026. L’importo medio mensile lordo della remunerazione effettiva è risultato pari a 239 euro.
Per quanto riguarda i lavoratori pagati con i titoli del Libretto Famiglia (LF) a marzo 2026 essi risultavano circa 13.000 in aumento del 2% rispetto a marzo 2026. L’importo medio mensile lordo della loro remunerazione effettiva è risultato pari a 189 euro.
Questi dati offrono un quadro completo delle dinamiche del mercato del lavoro italiano nel 2026, evidenziando sia le opportunità che le sfide che i lavoratori e le imprese devono affrontare.


