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18 Giugno 2026

Occupazione in aumento nel 2026, ma con dinamiche contrastanti

Il mercato del lavoro italiano mostra segnali di crescita, ma con dinamiche complesse. Scopri i dettagli e le implicazioni

Occupazione in aumento nel 2026, ma con dinamiche contrastanti

Il mercato del lavoro italiano ha mostrato segnali di crescita nel primo trimestre del 2026, ma con dinamiche che meritano un’analisi approfondita. Secondo i dati recenti, l’occupazione ha registrato un aumento, ma questa crescita è trainata principalmente dal lavoro autonomomentre i dipendenti stabili mostrano un calo. Questo scenario complesso richiede un’esplorazione dettagliata per comprendere le implicazioni per l’economia e i lavoratori.

La crescita dell’occupazione e le sue dinamiche

Nel primo trimestre del 2026, il numero di occupati ha raggiunto i 24 milioni e 207 mila, con un incremento di 67 mila unità rispetto al trimestre precedente. Questo aumento è stato sostenuto principalmente dagli indipendentiche sono cresciuti di 72 mila unità, mentre i dipendenti a tempo determinato hanno registrato un aumento di 9 mila unità. In contrasto, i lavoratori a tempo indeterminato sono diminuiti di 13 mila unità.

La disoccupazione ha continuato a diminuire, con una riduzione di 110 mila unità, portando il tasso di disoccupazione al 5,3%. Tuttavia, il numero degli inattivi tra i 15 e i 64 anni è aumentato di 44 mila unità, con un tasso di inattività che ha raggiunto il 33,7%. Questi dati indicano una trasformazione nella composizione del mercato del lavoro, con un aumento significativo del lavoro autonomo e una riduzione dei dipendenti stabili.

Le tendenze nel mercato del lavoro

Dal lato delle imprese, le posizioni lavorative dipendenti sono aumentate dello 0,5% rispetto al trimestre precedente, con un incremento sia nel lavoro a tempo pieno che in quello part-time. Tuttavia, la quota dei contratti a tempo parziale è scesa al 28,8%. Le forme di lavoro flessibile stanno cambiando, con una diminuzione delle posizioni in somministrazione e un aumento del lavoro intermittente, che ha registrato una crescita dell’8,7% su base annua.

Le ore lavorate per dipendente hanno mostrato una lieve diminuzione rispetto al trimestre precedente, ma un modesto incremento su base annua. Il ricorso alla cassa integrazione è continuato a ridursi, scendendo a 7,7 ore ogni mille ore lavorate. Il tasso dei posti vacanti si è attestato all’1,7%, in calo sia rispetto al trimestre precedente che su base annua.

Il costo del lavoro e le prospettive future

Il costo del lavoro per unità di lavoro equivalente a tempo pieno ha registrato un aumento del 1,2% rispetto al trimestre precedente e del 3% su base annua. Questo incremento è stato trainato dall’aumento delle retribuzioni e dei contributi sociali. Nel primo trimestre del 2026, il PIL è aumentato dello 0,3% rispetto ai tre mesi precedenti e dello 0,8% su base annua, mentre l’input di lavoro, misurato dalle ore lavorate, è cresciuto dello 0,3% e dell’1% rispettivamente.

Le indicazioni più recenti restano positive, con l’occupazione che ha continuato a crescere dello 0,5% rispetto a marzo, accompagnata da una nuova riduzione sia della disoccupazione che dell’inattività. Questi segnali lasciano intravedere un mercato del lavoro ancora resiliente, sebbene sempre più sostenuto dall’espansione del lavoro autonomo e da forme occupazionali meno tradizionali.

Luca Ferrari
Autore

Luca Ferrari

Luca Ferrari, giornalista di economia del lavoro e risorse umane, analizza organizzazione aziendale, welfare e diritto del lavoro con uno sguardo alle dinamiche tra imprese e dipendenti.