Dal 9 all’11 giugno, a Roma, il Forum PA 2026 ha riunito istituzioni, enti territoriali e centri di ricerca attorno al tema ‘Per una PA che genera futuro’. In un quadro segnato dalla conclusione del ciclo PNRR e dalla diffusione dell’intelligenza artificialei partecipanti hanno esplorato come coniugare innovazione tecnologica e politiche di welfare per rendere la pubblica amministrazione più resiliente e capace di anticipare i mutamenti.
Tra i filoni più discussi sono emersi la flessibilità organizzativa, la conciliazione vita-lavoro e l’uso di strumenti di data intelligence per orientare le politiche attive del lavoro. L’evento ha offerto sia momenti di confronto teorico sia presentazioni di soluzioni pratiche e sperimentazioni già operative sul territorio.
Sviluppo Lavoro Italia: seminari e strumenti per il mercato del lavoro
L’ente in house del Ministero del Lavoro ha animato uno spazio di dibattito dedicato a modelli organizzativi innovativi, con il seminario intitolato “Flessibilità, partecipazione e welfare: leve per una PA che genera futuro”. Il confronto ha sottolineato l’importanza della flessibilità oraria e organizzativa e del welfare integrativo come leve per aumentare l’attrattività della PA e il benessere dei dipendenti.
Flessibilità e parità come strumenti di attrattività
Durante il seminario si è discusso di strumenti concreti, come politiche di conciliazione e certificazione della parità di genere, che hanno mostrato effetti positivi sulla soddisfazione del personale e sulla capacità delle amministrazioni di trattenere competenze. Sono state inoltre presentate esperienze di organizzazione del lavoro che mirano a coniugare produttività e qualità della vita lavorativa.
Intelligenza artificiale e osservatorio per il lavoro: applicazioni e policy intelligence
Un altro seminario si è concentrato su “Intelligenza artificiale, lavoro e imprese: fatti e prospettive per l’Osservatorio IA”. In questa sede sono state presentate applicazioni avanzate di machine learning per l’analisi del mercato del lavoro, capaci di stimare le probabilità di reinserimento occupazionale e di individuare fattori che influenzano le transizioni lavorative.
Tra le soluzioni illustrate figurano sistemi che analizzano milioni di annunci di lavoro online per mappare fabbisogni professionali e competenze richieste dalle imprese: strumenti pensati per orientare l’offerta formativa e allinearla ai bisogni reali dei territori. È stata posta particolare attenzione sulle sperimentazioni di policy intelligence territorialefinalizzate a integrare dati e conoscenze per definire interventi formativi più efficaci.
Stand istituzionale e dialogo tra istituzioni: servizi integrati per cittadini e imprese
Nel percorso espositivo l’ente ha condiviso uno stand istituzionale con Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, INPS, INAIL, INAPP e Ispettorato Nazionale del Lavoro, creando un punto di sintesi per presentare servizi, progetti e strumenti a supporto dell’inclusione sociale e dello sviluppo delle competenze. Lo spazio è stato pensato per favorire il dialogo con amministrazioni locali, operatori del settore e cittadini.
Allo stand sono stati mostrati esempi concreti di supporto alle politiche del lavoro: dalle piattaforme digitali che semplificano l’accesso ai servizi alle soluzioni di assistenza basate su IA generativa per rendere più efficaci i percorsi di orientamento e accompagnamento nella ricerca dell’occupazione.
I 30 progetti premiati del “Premio PA e futuro” presentati l’11 giugno
Nell’ultima giornata, l’11 giugno, sono stati resi noti i 30 vincitori del “Premio PA e futuro”, iniziativa nata per evidenziare progettualità pubbliche e private capaci di interpretare il cambiamento. Tra i progetti premiati figurano iniziative regionali, universitarie e ministeriali che combinano tecnologie digitaligovernance e nuovi modelli organizzativi.
Esempi rappresentativi tra i vincitori
Tra i casi selezionati ci sono: un laboratorio trentino dedicato allo sviluppo di competenze agili supportate dall’IA; una piattaforma regionale per il registro delle comunità energetiche; progetti universitari che integrano l’IA come “esoscheletro” per le attività accademiche; e infrastrutture pubbliche multi-agente per monitorare l’impatto dell’IA sul lavoro. Sono stati premiati anche servizi digitali pensati per semplificare l’accesso dei cittadini ai servizi regionali e nazionali.
Queste esperienze mettono in evidenza come l’innovazione nella PA non sia solo tecnologia, ma anche cambiamento dei processi, nuove competenze e modelli di governance che coinvolgono territori, università e mondo imprenditoriale.
Il Forum PA 2026 ha quindi confermato la centralità di temi quali welfareintelligenza artificiale e data intelligence nel disegno delle politiche pubbliche per il lavoro e la coesione sociale, sottolineando il ruolo delle sperimentazioni locali e delle piattaforme tecnologiche nel tradurre visioni strategiche in risultati concreti.



