Il primo quadrimestre del 2026 si caratterizza per un saldo occupazionale regionale positivo: il bilancio segna +42.000 posizioni di lavoro dipendente privato, migliorando rispetto allo stesso periodo del 2026 ma restando sotto i livelli del 2026. Questo risultato assume maggiore rilievo se consideriamo il contesto esterno segnato da forti tensioni geopolitiche e preoccupazioni per l’approvvigionamento energetico e il prezzo del petrolio legate alla crisi nello Stretto di Hormuz. In questo scenario il mercato del lavoro Veneto ha mostrato notevole dinamicità, sostenuta da eventi straordinari e da picchi di attività nei comparti creativi e turistici.
Tra i fattori che hanno contribuito al rialzo delle attivazioni figurano lo svolgimento in Veneto di parti delle Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 e un aumento delle produzioni cinematografiche nel veneziano. Queste occasioni hanno spinto in alto le sottoscrizioni di contratti a tempo determinato, generando una crescita temporanea della domanda di manodopera e rimodellando la composizione delle assunzioni nel periodo.
Numeri generali e tipologie contrattuali
Nei primi quattro mesi dell’anno le assunzioni registrate in Veneto sono state 227.300, mentre le cessazioni sono arrivate a 185.300, di cui 99.300 dovute a fine termine. Il risultato netto per i contratti a tempo determinato è particolarmente significativo: +30.100 posizioni, superiore alle +26.900 del 2026. I contratti a tempo indeterminato hanno mostrato un bilancio positivo ma più contenuto (+11.400 contro +13.700 nel 2026), influenzato dal calo delle qualificazioni e delle trasformazioni da contratti a termine (-7%). Anche gli apprendistati mostrano segni di stabilità con un lieve aumento (+470 rispetto ai +120 del 2026), pur rimanendo su volumi contenuti.
Dinamiche per tipologia di orario
Da inizio anno si osserva un incremento complessivo delle assunzioni del +5%, fenomeno distribuito tra fasce d’età e generi, con i senior in forte crescita (+12%). Le attivazioni a tempo pieno sono aumentate (+6% tra gli uomini e +8% tra le donne), mentre il part-time registra una crescita più contenuta (+1% complessiva, +3% per gli uomini). La quota del part-time sulle nuove assunzioni scende leggermente al 30,7% rispetto al 31,8% del biennio precedente, mantenendosi però elevata: ancora oltre una su due tra le donne e poco più di una su cinque tra gli uomini.
Territorio e settori: performance provinciali e macrosettoriali
Sul piano territoriale i saldi occupazionali sono positivi in quasi tutte le province del Veneto, con l’eccezione di Belluno che evidenzia un saldo negativo di -3.700, effetto tipico della chiusura della stagione turistica invernale. Vicenza e Treviso segnano bilanci positivi ma in flessione rispetto agli anni precedenti (Vicenza +1.700 rispetto a +1.900 nel 2026 e +2.750 nel 2026; Treviso +2.000 rispetto a +2.600 nel 2026 e +3.400 nel 2026). Verona spicca per un aumento della domanda di lavoro con un saldo più robusto (+17.500) rispetto al biennio precedente.
Andamento per macrosettore
Tutti e tre i grandi comparti mostrano miglioramenti rispetto al 2026: agricoltura +5.700 (era +4.900), industria +7.200 (era +6.800) e servizi +29.200 (era +29.000). Ad aprile si osservano segnali di recupero per il primario e l’industria: l’agricoltura registra un aumento delle assunzioni del +12% e una riduzione delle cessazioni del -7% nel mese, mentre l’industria cresce nelle assunzioni (+5%) e vede calare le cessazioni (-5%), con un bilancio mensile di +1.500 posti, vicino ai +1.800 del 2026 e nettamente superiore al +300 del 2026.
Settori in evidenza e fattori di rischio
Nel dettaglio del settore industriale, il comparto metalmeccanico si distingue per una forte dinamica occupazionale (+2.800 posti, a fronte di +2.050 nel 2026 e +1.700 nel 2026), e il segmento made in Italy cresce di +1.000 unità rispetto ai +450 del 2026, con incrementi della domanda rispettivamente del +6% e del +3%. Il settore edile, invece, continua a rallentare (+2.500 contro i +3.400 del 2026), risentendo di un calo delle assunzioni (-5%) influenzato dalle incertezze sui possibili aumenti dei costi delle materie prime, dei trasporti e dell’energia, oltre al rischio di interruzioni nella catena degli approvvigionamenti.
Nel terziario il saldo quadrimestrale è allineato a quello dell’anno precedente, ma la mobilità si fa più intensa: cessazioni +9% e assunzioni +7%. Le attivazioni si concentrano soprattutto in servizi turistici (+4%), pulizie (+9%), sanità e servizi sociali (+3%) e in misura marcata nell’editoria e cultura (+279%), quest’ultima alimentata da contratti di breve durata legati a produzioni cinematografiche nel veneziano. L’effetto congiunto dei grandi eventi e delle produzioni temporanee ha quindi ampliato la componente a termine del mercato del lavoro.
Per approfondire i dati e consultare la tabella completa con i numeri di aprile 2026 è possibile visitare la pagina della Bussola di Veneto Lavoro all’indirizzo: https://osservatorio.venetolavoro.it/la-bussola. Qui sono disponibili analisi dettagliate e strumenti per interpretare l’evoluzione del mercato del lavoro veneto nelle sue diverse articolazioni.
