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22 Maggio 2026

Andamento del lavoro in Veneto: assunzioni, contratti e settori chiave nel 2026

Il Veneto registra un saldo occupazionale positivo nonostante le tensioni internazionali e un aumento delle assunzioni legate a eventi e produzioni temporanee

Andamento del lavoro in Veneto: assunzioni, contratti e settori chiave nel 2026

Il primo quadrimestre del 2026 si caratterizza per un saldo occupazionale regionale positivo: il bilancio segna +42.000 posizioni di lavoro dipendente privato, migliorando rispetto allo stesso periodo del 2026 ma restando sotto i livelli del 2026. Questo risultato assume maggiore rilievo se consideriamo il contesto esterno segnato da forti tensioni geopolitiche e preoccupazioni per l’approvvigionamento energetico e il prezzo del petrolio legate alla crisi nello Stretto di Hormuz. In questo scenario il mercato del lavoro Veneto ha mostrato notevole dinamicità, sostenuta da eventi straordinari e da picchi di attività nei comparti creativi e turistici.

Tra i fattori che hanno contribuito al rialzo delle attivazioni figurano lo svolgimento in Veneto di parti delle Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 e un aumento delle produzioni cinematografiche nel veneziano. Queste occasioni hanno spinto in alto le sottoscrizioni di contratti a tempo determinato, generando una crescita temporanea della domanda di manodopera e rimodellando la composizione delle assunzioni nel periodo.

Numeri generali e tipologie contrattuali

Nei primi quattro mesi dell’anno le assunzioni registrate in Veneto sono state 227.300, mentre le cessazioni sono arrivate a 185.300, di cui 99.300 dovute a fine termine. Il risultato netto per i contratti a tempo determinato è particolarmente significativo: +30.100 posizioni, superiore alle +26.900 del 2026. I contratti a tempo indeterminato hanno mostrato un bilancio positivo ma più contenuto (+11.400 contro +13.700 nel 2026), influenzato dal calo delle qualificazioni e delle trasformazioni da contratti a termine (-7%). Anche gli apprendistati mostrano segni di stabilità con un lieve aumento (+470 rispetto ai +120 del 2026), pur rimanendo su volumi contenuti.

Dinamiche per tipologia di orario

Da inizio anno si osserva un incremento complessivo delle assunzioni del +5%, fenomeno distribuito tra fasce d’età e generi, con i senior in forte crescita (+12%). Le attivazioni a tempo pieno sono aumentate (+6% tra gli uomini e +8% tra le donne), mentre il part-time registra una crescita più contenuta (+1% complessiva, +3% per gli uomini). La quota del part-time sulle nuove assunzioni scende leggermente al 30,7% rispetto al 31,8% del biennio precedente, mantenendosi però elevata: ancora oltre una su due tra le donne e poco più di una su cinque tra gli uomini.

Territorio e settori: performance provinciali e macrosettoriali

Sul piano territoriale i saldi occupazionali sono positivi in quasi tutte le province del Veneto, con l’eccezione di Belluno che evidenzia un saldo negativo di -3.700, effetto tipico della chiusura della stagione turistica invernale. Vicenza e Treviso segnano bilanci positivi ma in flessione rispetto agli anni precedenti (Vicenza +1.700 rispetto a +1.900 nel 2026 e +2.750 nel 2026; Treviso +2.000 rispetto a +2.600 nel 2026 e +3.400 nel 2026). Verona spicca per un aumento della domanda di lavoro con un saldo più robusto (+17.500) rispetto al biennio precedente.

Andamento per macrosettore

Tutti e tre i grandi comparti mostrano miglioramenti rispetto al 2026: agricoltura +5.700 (era +4.900), industria +7.200 (era +6.800) e servizi +29.200 (era +29.000). Ad aprile si osservano segnali di recupero per il primario e l’industria: l’agricoltura registra un aumento delle assunzioni del +12% e una riduzione delle cessazioni del -7% nel mese, mentre l’industria cresce nelle assunzioni (+5%) e vede calare le cessazioni (-5%), con un bilancio mensile di +1.500 posti, vicino ai +1.800 del 2026 e nettamente superiore al +300 del 2026.

Settori in evidenza e fattori di rischio

Nel dettaglio del settore industriale, il comparto metalmeccanico si distingue per una forte dinamica occupazionale (+2.800 posti, a fronte di +2.050 nel 2026 e +1.700 nel 2026), e il segmento made in Italy cresce di +1.000 unità rispetto ai +450 del 2026, con incrementi della domanda rispettivamente del +6% e del +3%. Il settore edile, invece, continua a rallentare (+2.500 contro i +3.400 del 2026), risentendo di un calo delle assunzioni (-5%) influenzato dalle incertezze sui possibili aumenti dei costi delle materie prime, dei trasporti e dell’energia, oltre al rischio di interruzioni nella catena degli approvvigionamenti.

Nel terziario il saldo quadrimestrale è allineato a quello dell’anno precedente, ma la mobilità si fa più intensa: cessazioni +9% e assunzioni +7%. Le attivazioni si concentrano soprattutto in servizi turistici (+4%), pulizie (+9%), sanità e servizi sociali (+3%) e in misura marcata nell’editoria e cultura (+279%), quest’ultima alimentata da contratti di breve durata legati a produzioni cinematografiche nel veneziano. L’effetto congiunto dei grandi eventi e delle produzioni temporanee ha quindi ampliato la componente a termine del mercato del lavoro.

Per approfondire i dati e consultare la tabella completa con i numeri di aprile 2026 è possibile visitare la pagina della Bussola di Veneto Lavoro all’indirizzo: https://osservatorio.venetolavoro.it/la-bussola. Qui sono disponibili analisi dettagliate e strumenti per interpretare l’evoluzione del mercato del lavoro veneto nelle sue diverse articolazioni.

Niccolò Conforti
Autore

Niccolò Conforti

Niccolò Conforti ha seguito il lancio di una startup napoletana in un incontro al Centro Direzionale, sostenendo una linea editoriale pro-innovazione nel settore fintech. Analista fintech, porta un dettaglio biografico: mantiene un registro delle prime pitch a cui ha assistito a Napoli.