L’evento di presentazione del progetto Donne e Intelligenza Artificiale, tenutosi online il 20 maggio 2026, ha segnato l’avvio di un’iniziativa pensata per sostenere il passaggio dalle competenze alle opportunità occupazionali. Finanziato tramite l’Avviso 3/2026 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il programma si propone di rimuovere gli ostacoli di genere che spesso limitano l’accesso delle giovani a ruoli tecnologici. In questa fase iniziale sono state illustrate le finalità del progetto, la struttura dell’offerta formativa e i canali attraverso cui le interessate potranno informarsi e iscriversi.
Alla base dell’iniziativa c’è l’idea di costruire un ecosistema di supporto che metta insieme formazione, mentoring e relazioni con il mondo delle imprese. L’approccio punta a trasformare la tecnologia in una leva concreta per l’occupazione, non solo come conoscenza teorica ma come abilità spendibile nei processi produttivi. Durante la presentazione sono intervenuti rappresentanti delle organizzazioni partner, esperti del settore e referenti istituzionali, sottolineando l’importanza di interventi integrati per favorire un ingresso lavorativo sostenibile e duraturo.
Obiettivi e metodologia
Il progetto mira a sviluppare competenze che vadano oltre l’alfabetizzazione digitale di base, concentrandosi su competenze chiave nell’ambito dell’Intelligenza Artificiale e delle sue applicazioni pratiche. L’offerta prevede percorsi modulati per diverse esigenze, con sessioni teoriche, laboratori pratici e attività di orientamento al lavoro. Il modello formativo è pensato per essere inclusivo: si punterà su metodologie didattiche attive, tutoraggio individuale e momenti di confronto con aziende partner, per facilitare la traduzione delle competenze acquisite in opportunità professionali concrete.
Strumenti e risultati attesi
Tra gli strumenti previsti figurano workshop sul machine learning, esercitazioni su dataset reali e percorsi di upskilling su tool di automazione; ogni modulo sarà supportato da materiali didattici pratici e da valutazioni finali orientate al lavoro. L’obiettivo è generare profili professionali capaci di rispondere alle esigenze del mercato, aumentare la occupabilità delle partecipanti e creare una pipeline di talenti che le aziende possano integrare nei loro team.
Partenariato e rete territoriale
Il progetto è realizzato in collaborazione con un partenariato ampio e diversificato, guidato da FISH_ETS come ente capofila. Tra i partner figurano AISM, ANFFAS, UILDM, FAIP, AVI Umbria, ASBI, LEDHA, FISH Calabria, FISH Basilicata e UILDM Mazara Del Vallo. Questa rete combina competenze nel campo dell’inclusione, dell’assistenza e della formazione per garantire un’azione coordinata sul territorio e una presa in carico ampia delle partecipanti.
Ruolo dei partner
I partner contribuiscono con esperienze specifiche: alcune realtà metteranno a disposizione know-how nell’inclusione sociale, altre nell’organizzazione di attività formative o nella creazione di opportunità di tirocinio. L’intento è valorizzare la complementarità tra le organizzazioni per offrire percorsi personalizzati e percorribili anche in contesti locali differenti, riducendo le barriere logistiche e culturali che talvolta ostacolano la partecipazione femminile a percorsi tecnologici.
Percorsi formativi, tempistiche e come partecipare
Le attività operative del progetto prenderanno il via nelle settimane successive al lancio e comprenderanno calendari di corsi, incontri di orientamento e momenti di networking con aziende. Per iscriversi e seguire gli aggiornamenti è possibile consultare i siti web delle organizzazioni partner e i canali social dedicati, dove saranno pubblicati bandi, modulistica e dettagli sui requisiti di partecipazione. L’approccio pratico delle attività intende ridurre i tempi di inserimento nel mercato del lavoro e favorire collegamenti diretti con potenziali datori di lavoro.
Come ha sottolineato il presidente della FISH, Vincenzo Falabella, l’intenzione è che la trasformazione digitale non lasci indietro le giovani: l’Intelligenza Artificiale deve diventare uno strumento di emancipazione e empowerment, non un fattore di esclusione. Grazie al finanziamento dell’Avviso 3/2026 e al lavoro del partenariato, il progetto cerca di tradurre questa visione in percorsi concreti e riproducibili, con l’obiettivo di creare occasioni di lavoro e crescita professionale per le nuove generazioni.
