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Come il diabete mette alla prova sanità, tecnologie e inclusione

Il diabete è una sfida che coinvolge salute pubblica, costi sanitari e diritti degli atleti: serve un approccio integrato che unisca prevenzione, innovazione digitale e revisione normativa

In Italia oltre 4 milioni di persone convivono con il diabete, una condizione la cui diffusione è aumentata costantemente negli ultimi decenni e che spesso viene diagnosticata quando sono già presenti complicanze come ictus o infarto. La prevalenza è probabilmente sottostimata perché i segnali iniziali possono essere poco evidenti, mentre le conseguenze ricadono non solo sulla salute individuale ma anche sulla capacità dei sistemi sanitari di rispondere alla crescente domanda di cure e assistenza.

Le proiezioni e i dati disponibili indicano una tendenza preoccupante: secondo l’Istituto Superiore di Sanità, si stima che entro il 2045 il 10% della popolazione potrebbe essere colpito dal diabete. Sul piano economico, la spesa europea per la malattia supera i 170 miliardi di euro, superando voci tradizionalmente gravose come le malattie cardiovascolari e il cancro. Parallelamente si osserva un abbassamento dell’età media alla diagnosi, fenomeno su cui esperti come Giuseppina Russo richiamano l’attenzione per intervenire precocemente.

Stati Generali sul Diabete: verso un modello ecosistemico

Con l’obiettivo di definire risposte più efficaci, gli Stati Generali sul Diabete si riuniscono per mettere a sistema istituzioni, clinici e stakeholder. L’appuntamento del 19 marzo al Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro assume per gli organizzatori il compito di rilanciare una visione ecosistemica: non più interventi isolati ma un progetto che colleghi fattori di rischio, tecnologie, politiche e attori sanitari.

Obiettivi e ambiti di azione

La discussione punta a generare proposte operative in molte aree: dalla riduzione delle disparità territoriali alla costituzione di team specialistici, dal potenziamento del fascicolo sanitario elettronico alla governance dei dati sanitari, fino all’integrazione della telemedicina e all’uso dell’intelligenza artificiale per la digitalizzazione delle cure. Il fine è costruire una strategia sostenibile e coerente con la pianificazione nazionale sulle malattie croniche, con il PNRR e con i principi europei di salute pubblica come bene comune.

Diritti e sport: la questione dei gruppi sportivi militari

Un altro fronte aperto riguarda l’inclusione degli atleti con diabete nei gruppi sportivi delle Forze Armate. Norme storiche, risalenti al 1932, impediscono ancora oggi l’arruolamento automatico di chi convive con la malattia, nonostante l’evoluzione delle terapie e degli strumenti diagnostici. La richiesta di revisione è arrivata dalla Federazione delle Società Diabetologiche Italiane, dall’Intergruppo parlamentare e da atleti che denunciano l’impatto della esclusione sulla professionalità e sulla stabilità economica della carriera sportiva.

Tecnologia, eccellenza sportiva e politica

La modernizzazione delle cure — dall’uso di sensori per il monitoraggio continuo della glicemia alle pompe di insulina intelligenti e alle terapie personalizzate — dimostra che è possibile mantenere un eccellente compenso metabolico anche in attività ad alta intensità. Esempi internazionali di atleti di vertice dimostrano che la malattia non esclude il successo sportivo: citati spesso sono Gary Hall Jr., Sir Steve Redgrave e Alexander Zverev. Sul versante politico, la proposta di legge depositata dalla senatrice Daniela Sbrollini mira a consentire l’arruolamento degli atleti con diabete nei gruppi sportivi militari, mentre il ministro della Salute Orazio Schillaci ha manifestato l’intenzione di avviare la revisione della norma.

Digitale e prevenzione: una strategia integrata

La digitalizzazione è indicata come leva fondamentale per ridurre le disuguaglianze nell’accesso alle cure. Secondo il ministro, strumenti digitali e intelligenza artificiale, se governati correttamente, possono contribuire a rendere la sanità più efficiente, vicina ai cittadini e meno dipendente dall’area geografica di residenza. In parallelo, rimane centrale la prevenzione: contrastare la sedentarietà e l’obesità attraverso politiche per gli stili di vita è essenziale per contenere la diffusione del diabete di tipo 2.

Per affrontare la sfida del diabete è dunque necessario un approccio multilivello che combini prevenzione, innovazione tecnologica, governance dei dati e revisione normativa dove la legge ostacola l’inclusione. Solo collegando questi elementi in un ecosistema coerente si potranno limitare gli impatti sanitari ed economici e tutelare il diritto alla partecipazione sociale e professionale di chi vive con la malattia.

Francesca Neri

Formazione accademica d'eccellenza in innovazione e management, oggi analista dei trend che plasmeranno i prossimi anni. Ha previsto l'ascesa di tecnologie quando altri le ignoravano ancora. Non fa previsioni per stupire: le fa per chi deve prendere decisioni oggi pensando al domani. Il futuro non si indovina, si studia.

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